Padre e figlio tentano il suicidio, il legale: “Cosa accadrà tra 7 giorni? “

Padre e figlio tentano il suicidio, il legale: "Cosa accadrà tra 7 giorni?"

Dopo un’ordinanza esecutiva di sfratto, L. R., 42enne con precedenti e disoccupato, sposato e con tre figli minorenni di cui uno affetto da disabilità, ha tentato il suicidio per ben due volte. Ad aggravare la situazione, anche il figlio disabile ha tentato di togliersi la vita.
Il fatto è avvenuto nella mattinata di giovedì 31 marzo in zona Piano San Rocco. In presenza dell’ufficiale giudiziario e delle Forze dell’Ordine che stavano eseguendo l’ordinanza di sfatto, l’uomo ha dapprima provato a buttarsi della finestra della camera da pranzo dell’abitazione, venendo per fortuna bloccato tempestivamente dagli agenti. Dopo dieci minuti circa, stando a quanto riferisce il suo legale Giuseppe Sforza (anch’egli presente), il figlio tredicenne, affetto da una grave forma di tubercolosi ed in preda a crisi, ha emulato il padre, ma è stato prontamente fermato. Un quarto d’ora dopo, L. M. si è cosparso di benzina per darsi fuoco con un accendino. Anche in questo caso, il provvidenziale intervento dei poliziotti ha evitato il peggio. L’uomo è stato infine ammanettato a scopo precauzionale per tutelare la sua incolumità e condotto in ambulanza per le cure del caso.


«Il mio assistito, preso dalla disperazione, ha tentato di suicidarsi due volte – dice l’avvocato Sforza – Le nostre richieste? Un alloggio idoneo che tengano in considerazione le condizioni di salute del bambino, il quale sta subendo forti traumi psicologici. È intollerabile che, nel 2022, una famiglia in stato d’indigenza e con un figlio disabile non abbia una casa», conclude il legale.


Attualmente, la signora alloggia in Casa Rosati, struttura della Caritas, col figlio disabile di 13 anni e la figlia di 7 anni, mentre il figlio di 16 anni è dai nonni. L. M., percettore di reddito di cittadinanza, dorme in auto.


«La prima soluzione proposta dai Servizi Sociali per tamponare la situazione è stata quella di alloggiare la famiglia in un B&B per due mesi – racconta il legale – Un mese a carico del Comune, l’altro mese al 50% tra Comune e famiglia. Dopo una prima disponibilità, ci viene comunicata dai Servizi Sociali la revoca di possibilità d’uso da parte del B&B stesso per una settimana. È stato allora proposto l’alloggio in Casa Rosati, in due stanze di cui una a piano terra ed una al primo piano. Un locale assolutamente inadeguato viste le condizioni del bambino non solo per la presenza delle scale, ma pure perché ospita già dei profughi ucraini. Come se non bastasse, la famiglia può restare in questa struttura solo per una settimana, ma tutt’ora non sappiamo cosa accadrà tra sette giorni».


La situazione, complicata dalla presenza di un minore disabile, è al vaglio dei Servizi Sociali comunali, dai quali ci si augura una soluzione adatta e soprattutto che consideri l’aspetto umano della vicenda, di cui forse non si è tenuto conto a sufficienza.

Giovanni Soldano


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vergogna
5 mesi fa

prima gli ucraini…….portano soldi dallo stato……

Vox populi
5 mesi fa

Poi dice che uno non deve parlare….deve stare zitto per non incorrere nel reato di lesa maestà…
Il Comune di Cerignola revoca il sussidio ad una famiglia indigente con un figlio minore disabile.
Prima lo concede poi lo revoca?
Voglio conoscere le motivazioni.
Conosco il legale e mi informerò.
L’assessore al welfare cosa dice in proposito?
Siamo cittadini ed elettori e questo è il blog di riferimento dell’amministrazione.
Se dovesse risultare vero quanto scritto vorrei sapere perché v’è stata la revoca.
Grazie

Vox populi
5 mesi fa
Reply to  Vox populi

Correggo il mio post alla luce della circostanza che ho avuto notizie contrastanti circa il padre del ragazzo.
Non scrivo quello che ho sentito da fonte “importante” ma attendo di capire
realmente la situazione e se è vero quanto sentito.
Ritiro allo stato quanto scritto.

vergogna
5 mesi fa
Reply to  Vox populi

anch’io…

rosaria C
5 mesi fa
Reply to  Vox populi

ma lei sa di chi sta parlando? L’affittuario è un farabutto che si approfitta delle brave persone per poi non pagare gli affitti. Non è la prima volta che lo fa e non sarà neanche l’ultima. L’avvocaticchio farebbe meglio a stare zitto

Vero
5 mesi fa

Chiedete ai condomini che cosa combinava lo sfrattato …..
La solidarietà finirebbe immediatamente

Trasparenza
5 mesi fa

Non tutti i casi sono uguali, ma nella maggioranza questa è gente senza orgoglio, senza gratitudine e rispetto che pensa che nella vita tutto gli sia dovuto senza cacciare una goccia di sudore e che si fa scudo di figli per continuare a fare i parassiti. Comunque una cosa é certa, e cioè che il diritto di proprietà é inviolabile e se voglio rientrare in possesso del mio bene devo poterlo fare subito, senza se e senza ma, mentre il problema degli occupanti deve ricadere sulle amministrazioni. Queste inefficienze creano i presupposti affinché sempre più (veri disperati e non) approfittino… Leggi il resto »

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