Il vescovo Renna: “Cerignola terra difficile ma non impossibile”


Monsignor Luigi Renna è vescovo della diocesi di Cerignola – Ascoli Satriano dal 2 gennaio 2016. In questi sei anni, ha vissuto a pieno le problematiche di questa terra, non ultima il dramma della morte dei due bambini bulgari nel ghetto di Stornara.

La tragedia di Stornara l’ha portata ad affermare che “quei bambini dicono la nostra inadeguatezza a pensare un mondo migliore”. Da cosa dipende questa inadeguatezza?

«Non si attuano politiche che creino condizioni per permettere a queste persone che vivono in condizioni disagiate di passare dalle campagne almeno alle periferie cittadine. Si riesce ad includere solo una minima parte di coloro che vengono a lavorare qui perché i pochi strumenti legislativi che ci sono non vedono un’applicazione. È da anni che si parla di eliminazione dei ghetti.Il mio timore è che, tra qualche settimana, i buoni propositi saranno dimenticati».

Dal punto di vista delle coscienze, ritiene che occorra risvegliarle per cercare di risolvere la questione dell’accoglienza?

«Da quanto posso vedere a Cerignola, esiste una certa sensibilità nei confronti degli immigrati. In occasione della Giornata Mondiale della Pace del prossimo primo gennaio, Papa Francesco ha pubblicato il proprio messaggio in cui parla di “artigiani” e di “architetti” della pace: gli artigiani diffondono la cultura della pace, gli architetti sono gli uomini delle istituzioni. A Cerignola ci sono gli artigiani, ma mancano gli architetti».

Lei quindi non vede l’esistenza di un fattore xenofobo che caratterizza l’abbandono in cui vivono queste persone.

«Io non vedo xenofobia se non in piccole frange. Va poi fatta una distinzione: i rom hanno un proprio sistema di vita; le altre sono persone vengono qui in maniera stagionale e, non trovando alloggi, creano comunità. Gli operatori del volontariato cercano di portarli in città. Con alcuni ci riescono, con altri no. Esistono progetti finanziati dalla Caritas che si occupano di far fittare delle case. C’è lo sportello dell’immigrazione del comune di Cerignola. Io parlo di Cerignola, ma sui Cinque Reali Siti quale tipo di approccio si ha? Occorre fare allora un discorso complessivo».

Lei è pastore di anime in una terra difficile quale è quella di Cerignola. Veniamo da due anni segnati dalla pandemia e da uno scioglimento dell’amministrazione comunale. Quali prospettive vede per la città?

«Le prospettive sono quelle che riusciremo a costruire e che sono essenzialmente due: il dialogo tra le parti sociali e il protagonismo dell’imprenditoria e della politica. Cerignola è una terra difficile ma non impossibile. La gente di Cerignola ha molto sofferto, esiste una lunga storia di sfruttamento, di promesse politiche non realizzate, di malavita che ha messo radici su questo territorio e che ha lasciato un marchio su questa città. Solo la legalità ed il dialogo possono sconfiggere questo sistema. Ciò che non farà crescere questa città è il persistere di un clima di rabbia e di sfiducia e il pensare che la ricchezza possa venire dallo sfruttare il prossimo o dall’aggirare la legalità».

Perché questa terra non deve smettere di sperare?

«Si tratta di una terra che possiede una fede semplice che si illumina al nome della Madonna di Ripalta. È una terra che deve ritrovare la propria dignità nell’altezza degli ideali verso i quali bisogna essere intransigenti: Verità, Giustizia, Legalità. Non possiamo più permetterci di vedere infangato il nome di Cerignola. La speranza cammina su ciò che già c’è in questa città, che ha tutte le carte in regola per potersi rialzare».

Giovanni Soldano




0 0 votes
Article Rating

5 Commenti
più vecchi
più nuovi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Chiarezza per …!
11 mesi fa

“I ROM hanno in proprio sistema di vita”…
Quindi, cosa pensa dei ROM, non lavorano o fanno “lavorare” minori e donne spesso giovanissime ed incinta per evitare il carcere.
Rubano in casa, circuiscono gli anziani, sono sporchi e non fanno il vaccino anti covid contribuendo con gli altri cerignolani ed Italiani alla diffusione del virus che ora colpisce i bambini.
Monsignore che ne pensa?
Parole di circostanza che non hanno significato alcuno come spesso accade ai prelati di rango…

Saverio Spicciariello
11 mesi fa

Parole di circostanza che non affrontano il problema che è irrisolvibile per il modo di vivere dei rom dediti a furti e prostituzione. Bisogna chiedersi chi ci guadagna ad avere quei campi rom su terreni du chi?

Auguri
11 mesi fa

I rom non sono tutti uguali.
I cerignolani non sono tutti uguali.
Buon anno anche a voi.

Chiarezza per ……!
11 mesi fa
Reply to  Auguri

Se c’è una cosa che mi manda in bestia sono queste frasi idiote…
È ovvio che non tutti sono così ma nel caso dei ROM sono tutti così perché loro vivono così e non hanno nessuna voglia di cambiare!!
Sto cazzo si finto buonismo mi fa vomitare!!

Auguri
11 mesi fa

É quello che dicono dei cerignolani molti degli abitanti dei paesi limitrofi é non c’ é modo per farli cambiare idea. Io ci ho provato con voi ma pazienza.

5
0
Commenta questo articolox