Il Tatarella non è più ospedale Covid: ecco perchè

Il Tatarella non è più ospedale Covid: ecco perchè


I numeri del contagio – complice la campagna vaccinale- risultano essere ancora contenuti e per questo l’ospedale Tatarella di Cerignola, che fino a giugno era inserito tra le strutture Covid, torna ad essere a servizio di tutti i pazienti. Una buona notizia che testimonia da una parte una minore pressione sui nosocomi della provincia di Foggia e dall’altra un graduale ritorno verso la normalità.

Ieri in Puglia sono stati  198 i casi positivi al Covid in Puglia su un totale di 10.156 tamponi, ed è stato registrato solamente un decesso. In provincia di Foggia, ad esempio, sono stati 22 i nuovi positivi, mentre 37 a Bari, 50 nella BAT, 16 a Brindisi, 5 a Taranto, 64 a Lecce e 4 sono stati i residenti fuori regione.

Prosegue anche la campagna vaccinale, che sta rappresentando al momento la soluzione migliore alla crisi sanitaria. Sono circa 780.000 le somministrazioni effettuate in provincia di Foggia dall’avvio della campagna vaccinale.

Ad oggi ha ricevuto almeno una dose di vaccino il 79,7% delle persone di età superiore a 12 anni. Ha concluso il ciclo vaccinale  il 63,9% degli over 12.

Dal 1 agosto ad oggi sono state somministrate 6.265 dosi a persone residenti fuori provincia.

Nel dettaglio, nel report diffuso ieri mattina, si è appreso che in provincia di Foggia, hanno già ricevuto la seconda dose: 36.387 ultraottantenni (pari all’88%) su 38.889 che hanno ricevuto la prima dose (pari al 93,9%); 47.673 persone di età compresa tra 79 e 70 anni (pari all’82,3%) su 53.940 che hanno ricevuto la prima dose (pari al 92,4%); 56.630 persone di età compresa tra 69 e 60 anni (pari al 75,7%) su 67.030 che hanno ricevuto la prima dose (pari all’89%); 65.120 persone di età compresa tra 59 e 50 anni (pari al 69,5%) su 76.609 che hanno ricevuto la prima dose (pari all’81,3%); 50.790 persone di età compresa tra 49 e 40 anni (pari al 57,5%) su 64.120 che hanno ricevuto la prima dose (pari al 71,6%); 37.124 persone di età compresa tra 39 e 30 anni (pari al 49,5%) su 49.487 che hanno ricevuto la prima dose (pari al 64,1%); 34.740 persone di età compresa tra 29 e 20 anni (pari al 45,9%) su 51.143 che hanno ricevuto la prima dose (pari al 65,6%); 16.998 giovani di età compresa tra 19 e 12 anni (pari al 32%) su 29.480 che hanno ricevuto la prima dose (pari al 54,7%).


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