Le strade della morte: in Provincia di Foggia il più alto numero di decessi | I DATI

Le strade della morte: in Provincia di Foggia il più alto numero di decessi | I DATI

Provincia di Foggia, ed in particolar modo strade statali e provinciali, teatro di morte e di incidenti stradali fatali.  E’ quanto emerge dal report sull’incidentalità stradale predisposto dall’Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio (Asset).

La regione Puglia nel 2020 ha registrato 7.265 incidenti stradali con lesioni per una media di 605 incidenti al mese e 160 vittime – 119 conducenti, 29 persone trasportate, 12 pedoni- oltre a 11.408 feriti. Complici i lockdown, rispetto al 2019 vi è stato un calo dell’incidentalità del -24,9% e anche della mortalità con il – 22,7%, oltre che chiaramente del numero dei feriti, scesi del 29,4%.

Quando però sono venute meno le misure restrittive, che hanno impattato sulla libera circolazione, gli incidenti e i morti sono aumentati, tanto che più della metà dei decessi e degli impatti sono avvenuti a ridosso dei mesi di gennaio, febbraio, luglio, agosto e settembre. Nei mesi di restrizione Covid – marzo, aprile maggio, novembre e dicembre- gli incidenti sono calati del 53,4% e la mortalità del 36,4% e i feriti del 61,0%.  

La provincia di Foggia è al secondo posto per mortalità (37), anticipata solo da Bari (46) : rispetto al 2019 si è registrato un calo della mortalità del 22,0% per l’area metropolitana di Bari e del 17,8% per la provincia di Foggia.

Ma se l’analisi dei dati si concentra sulla libera circolazione, al di fuori delle restrizioni Covid, la provincia di Foggia fa il pieno e si conferma al primo posto Spostando l’analisi dei dati dell’incidentalità riferiti al solo periodo di “libera circolazione” con numero di deceduti pari al 31,0%, seguita dalla città metropolitana di Bari (23,8%) e dalla BAT (19,0%). Meno incidenti invece a Brindisi (3,6%).

In Capitanata sono stati 898 gli incidenti stradali, che hanno mietuto 37 vittime e provocato 1599 feriti e la maggior parte dei sinistri è stata registrata all’interno dei centri abitati (69,7%), il 29,6% fuori dall’abitato e solo lo 0,7% in autostrada. Vittime soprattutto al di fuori del centro abitato (71,2%), mentre nei centri urbani il 26,3% e sulle autostrade il 2,5%.

Le strade provinciali hanno registrato il 18,3% dei sinistri che hanno provocato il 35,6% dei morti e il 19,9% dei feriti. Rispetto al 2019 si è registrato un decremento degli incidenti pari al 23,1%, del numero dei morti pari al 38,0% e dei feriti pari al 34,7%.

Le strade statali sono state teatro del 10,2% dei sinistri che hanno provocato il 31,3% dei morti e l’11,7% dei feriti. Rispetto al 2019 si è registrato un decremento degli incidenti pari al 28,0% e dei feriti pari al 34,7%, mentre la mortalità ha registrato un aumento del 2,0%.

Nel 54,4% dei casi l’incidente mortale si è verificato tra due o più veicoli, nel 36,6% dei casi si è registrato l’incidente a veicolo isolato e nel 9,0% dei casi si è trattato di investimento di pedone. Tra i deceduti il 54,1% dei conducenti era alla guida di autovettura, il 23,8% alla guida di un motociclo, il 7,4% alla guida di bicicletta, il 3,3% alla guida di autocarro/autoarticolato, il 2,5% alla guida di un ciclomotore e l’1,8% alla guida di una bicicletta elettrica.


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