Leggi il Labiale | C’è qualcuno di Forza Italia a Cerignola?

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Comunali 2021
Ep.21
 
In principio fu Gino Borracino ad abbracciare Silvio Berlusconi fin dall’antemarcia. A metà degli anni 90 Enzo Pece, tatarelliano da sempre, tatticamente occupò Forza Italia. All’inizio del millennio insieme a Raffaele Fitto, diventato “la protesi dell’ex cavaliere”, i veterani della Dc: il compianto Gerardo Cialdella, Franco Demonte, Michele Di Stefano, Franco Setteducati, con gli innesti di quanti furono illuminati sulla via di Arcore, resero competitiva e strutturata la sezione cerignolana. Fin quando, ai tempi del Popolo delle libertà emersero i rampanti Paolo Vitullo e Natale Curiello, a cui si aggiunsero giovani professionisti, come Nicola Netti, e figli d’arte come Pietro Barbaro e Mario Di Stefano.

Fin quando arrivò Franco Metta che terremotò i partiti di centrodestra.
Oggi, con I sondaggi che relegano la creatura del caimano a spiccioli percentuali, con l’adesione data per acquisita del duo edil imprenditoriale alla causa di Metta, il partito del bel tempo che fu ha affidato il simbolo ad Antonio Grillo, avvocato, cresciuto come boiardo alla corte del centrodestra, autore della privatizzazione della municipalizzata per i rifiuti, Asia.

Pur a digiuno di sfide elettorali Grillo è entrato da protagonista con un gagliardetto tutto da riempire nella soap estiva del centrodestra e del suo candidato sindaco. Con abilità ha tentato di essere incoronato egli stesso quale sfidante per la poltrona da primo cittadino. Una mission arenatasi nelle maglie dei veti incrociati. Oggi, che il tempo stringe, però rischia di restare vittima del suo ruolo. Anche perché con il 3 ottobre alle porte ed in vista dell’apertura delle urne, bisognerà scoprire le truppe dei generali. Sperando che non siano come le vacche di Mussolini.

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