VIDEO | Brutale aggressione nella RSA, il titolare nel registro degli indagati


Il giudice per le indagini preliminari Armando Dello Iacovo “dispone che il pm iscriva (per il delitto di cui all’articolo 589 cp) nel registro degli indagati il legale rappresentante del Consorzio San Raffaele, gestore della RSA omonima ubicata in Troia”. Per la morte di Luigia Iafolla, l’anziana donna di Ordona brutalmente aggredita nel centro Alzheimer nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 2019, viene archiviata la posizione dell’aggressore, affetto da forti disturbi psichici e nel frattempo deceduto, ma “si sollecitano specifici mezzi di indagine suppletiva” sul ruolo della struttura e sulla presunta “culpa in vigilando” anche “alla luce della già diagnosi di ingresso” dell’aggressore “risultato affetto da demenza senile con spunti deliranti”.

L’iscrizione nel registro degli indagati per omicidio colposo arriva dopo i fatti successi due anni fa, quando un uomo, uscito dalla sua stanza, si è recato nella camera da letto della signora Luigia Iafolla e ha iniziato a colpirla con un oggetto contundente ricavato dopo aver smontato il braccio di una sedia a rotelle. Le immagini di quel pestaggio, e delle condizioni di salute della vittima, ben descrivono gli attimi di terrore e violenza di quella notte di gennaio, tanto che al pronto soccorso di Foggia, dove inizialmente la donna fu trasferita, i medici accertarono la “Tumefazione del volto con possibile scoppio del bulbo oculare sinistro, lacerazione labbro superiore, presenza di ecchimosi su tutte le porzioni del volto”.  Una volta aperta l’indagine da parte della Procura, però, sia l’aggressore che la vittima sono deceduti e per questo il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione del caso, poi rigettata dal GIP dello Iacovo.    



“Hanno trovato il colpevole, è una persona con disturbi psichici, ma la colpa non può ricadere tutta su quest’uomo, un malato mentale che non ragiona. Ci devono essere delle responsabilità e per questo abbiamo chiesto di indagare ulteriormente. Possibile che questa persona abbia avuto il tempo di uscire dalla sua stanza e accanirsi su mia madre con quella violenza senza che nessuno sentisse nulla?”, è il dubbio, giunto nelle aule di tribunale, del figlio della vittima, Vincenzo Di Felice.

“Dopo l’aggressione – spiega l’avvocato Orazio Miccoli, che insieme all’avvocato Serafina Stella assiste la famiglia Di Felice – l’uomo si è recato in infermeria, dalla parte opposta della struttura, dicendo che aveva ammazzato tutti gli ospiti. Oltre a chiederci come abbia fatto ad agire indisturbato, ci chiediamo come mai in una struttura del genere vi fossero solo tre persone e come mai non siano stati allertati i carabinieri”. Ed in effetti, le persone ascoltate dai carabinieri confermano di non aver chiamato le forze dell’ordine nell’immediatezza del caso. È su questi spunti ulteriori che il giudice ha disposto l’iscrizione nel registro degli indagati dei responsabili della RSA. La signora Iafolla, dopo 4 mesi e dieci giorni di agonia, è morta all’età di 74 anni.

“Siamo soddisfatti perché giustizia verrà fatta. Il GIP ha preso in considerazione le nostre attività integrative di indagine. C’è stata un’archiviazione di diritto perché l’aggressore è deceduto, ma la culpa in vigilando è stata presa in considerazione e confidiamo nella giustizia”, conclude il legale Orazio Miccoli.   

 Michele Cirulli




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