Pia e Rosario, i due ragazzi d’oro inghiottiti dal mare di Otranto

Pia e Rosario, chi erano i due ragazzi d'oro inghiottiti dal mare di Otranto

Due vite strappate via troppo in fretta, le correnti che trascinano Pia ( 27anni), Rosario (29) cerca di salvarla, ma entrambi vengono risucchiati nei mari di Otranto. Una tragedia immane che diventa collettiva, che trafigge al cuore la città perché la priva di due figli senza colpe. I bagnanti che hanno assistito alla scena hanno riferito di una ragazza in difficoltà tra le onde, che poi è sparita. Un racconto purtroppo veritiero, perché in certe giornate, come quella di ieri, il mare di Otranto – e in particolar modo quel tratto di costa dove nel XV secolo sbarcarono i turchi per assediare la città- sa essere insidioso. Fin troppo. Con correnti talmente forti da riuscire ad inghiottire i malcapitati non esperti.

Come successo appena due giorni fa, quando una turista sessantenne, proprio scivolando da quella scogliera, è rimasta ferita ed è stata trasportata d’urgenza, in codice rosso, nel vicino ospedale di Scorrano. O come successo nel 2013, quando a perdere la vita in quello stesso specchio d’acqua fu una bambina di appena 10 anni. Pia e Rosario erano a Otranto in vacanza insieme ad una comitiva di altre quattro persone, compreso il fidanzato di Pia. La ragazza nuotava a malapena, il ragazzo non sapeva nuotare. Ed il destino è stato tanto beffardo da metterli nelle fauci di quel mare così pericoloso e sinistro. Due bravi ragazzi.

E non è il tipico racconto di circostanza dettato dalla retorica della morte. Pia era da qualche anno parte integrante dell’associazione culturale Oltre Babele, in prima linea per l’organizzazione della Fiera del Libro: “Lo ha fatto con la discrezione, il  garbo e la generosità che l’hanno sempre contraddistinta. Non ci sono altre certezze in questo momento, se non quella che il nostro sforzo per la nostra città e ogni singola iniziativa che porteremo avanti, da oggi, saranno alimentati dal suo dolce ricordo e dal suo inestimabile esempio”, promettono i suoi amici di associazione. Rosario Mancino, sportivo, podista, presente quasi costantemente al circuito San Marco per allenarsi.  Un maratoneta dai modi gentili e garbati fino all’ultimo istante della sua vita: “Una persona dal cuore d’oro e un grande atleta: sarà per sempre il nostro diamante, ci mancherà”, dicono i suoi amici atleti dell’associazione podistica Santo Stefano di Cerignola.

Educati, garbati, gentili. Mai una parola fuori posto, impeccabili nella conduzione della loro vita. Quando i bagnanti e i bagnini hanno estratto i loro corpi dal mare, è stato da subito evidentemente che non ci sarebbe stato più nulla da fare. Il mare ha consegnato prima il corpo di Pia, poi quello di Rosario. Esattamente nello stesso ordine in cui li aveva presi. Sono stati inutili i tentativi di rianimazione, il massaggio cardiaco, l’arrivo dei soccorsi. Le correnti a mulinello che li hanno trascinati verso il fondale hanno preso per sempre per le loro vite.

Michele Cirulli

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