Leggi il Labiale | Riconoscimento e carisma

comunali 2021
ep.13

La legge 81 del lontano 1993 regola l’elezione diretta dei sindaci. Allora fu una rivoluzione, si era in piena tangentopoli; quella norma, che all’inizio sembrava fosse una deriva piccolo caudillistica, si rivelò ben presto una delle poche per riavvicinare la politica ai cittadini. Negli anni ha visto emergere esponenti che dal circoscritto carisma locale hanno assunto anche leadership nazionali: Francesco Rutelli a Roma, Enzo Bianco a Catania, Sergio Chiamparino a Torino, Antonio Bassolino a Napoli, Letizia Moratti a Milano e così nel corso dei quasi tre decenni, tanto che spesso è ritornato il ritornello del “partito dei sindaci”. Anche a Cerignola, il ruolo del primo cittadino dal 5 dicembre dello stesso ’93 è stato quello di cerniera tra gli elettori e la pubblica amministrazione. Da Salvatore Tatarella ad Antonio Giannatempo, da Matteo Valentino a Franco Metta, i sindaci succedutisi sono stati dotati di carisma e ascendente: il dottore, l’avvocato, il cognome simbolo della sinistra, Tatarella in sé. Dallo Scarafone alla Montagnola, da San Matteo alle Fornaci, da San Samuele a Torricelli essi sono conosciuti e riconosciuti. Con una particolarità: lo erano ben prima che fossero eletti, anzi, la loro elezione è stata possibile proprio perché noti al grande pubblico.
Oggi, con il rinnovo del consiglio comunale alle viste, le cronache registrano tavoli, incontri, riunioni, segreterie, senza che nelle discussioni entri la voce carisma. Senza che il riconoscimento, ovvero la relazione giuridica fondamentale, sia al centro delle scelte. Riusciranno gli autoproclamati a farsi per l’appunto riconoscere a Pozzocarrozza? Se ce la faranno saranno stati bravi e glielo riconosceremo. Altrimenti saranno stati solo presuntuosi.

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