Crisi vitivinicola, “le istanze della Capitanata al Ministero dell’Agricoltura”

Crisi vitivinicola, "le istanze della Capitanata al Ministero dell'Agricoltura"

“Con il perdurare dell’emergenza sanitaria Coronavirus si rende necessario rivedere gli importi dei ristori per i produttori del settore vitivinicolo, colpiti duramente dai lockdown ed il cui indotto, soprattutto in provincia di Foggia, rappresenta una fetta determinante dell’economia del territorio con oltre 25mila ettari di vigneti. Per questo ci faremo portatori delle istanze dei viticoltori foggiani presso il ministero dell’Agricoltura affinché siano intensificate le misure di sostegno”.

È questo l’esito dell’incontro, avvenuto ieri in videconferenza, fortemente voluto dal deputato Giorgio Lovecchio (M5S) con una delegazione di produttori di vino della Capitanata a cui hanno preso parte anche il presidente della Commissione Agricoltura Filippo Gallinella e l’ex sottosegretario alle Politiche Agricole, alimentari e forestali Giuseppe L’Abbate.  

“In questa fase è necessario andare oltre le misure pensate durante il primo lockdown, considerato il dilatarsi dei tempi della crisi sanitaria ed economica. Le due strade perseguite fino ad oggi- con i contributi statali per la distillazione e per lo stoccaggio- devono essere rese più efficaci con delle misure rinforzate e con un ritocco delle indennità. Il problema delle giacenze nelle cantine rappresenta il tema su cui si dovrà intervenire in maniera chiara e definitiva”, aggiunge Lovecchio.

Il comparto vitivinicolo è già stato al centro di interventi da parte del Governo Conte: 9,54 milioni di euro destinati allo stoccaggio di vini di qualità;52 milioni di euro destinati all’esonero contributivo per le aziende vitivinicole; 16 milioni per la distillazione di crisi per ridurre le giacenze; 100 milioni per la vendemmia verde; promozione del vino nei mercati esteri con uno stanziamento di 101.997.000 di euro l’anno; 350 milioni di euro del Fondo Ristorazione per incentivare gli acquisti di vino da parte del comparto Ho.re.ca. 

“Tutte queste misure – conclude Lovecchio – sono servite a limitare i danni durante la prima fase della pandemia, quando il comparto ha registrato una flessione della produzione di vino del 3.4% rispetto all’anno precedente. Adesso, con le misure restrittive in corso da ottobre, con l’indotto della ristorazione praticamente bloccato, le previsioni non sono rosee ed è per questo che, come ci chiedono i produttori locali, ci batteremo perché vi sia un intervento massiccio per il comparto vitivinicolo, ad iniziare dai contributi per la distillazione che non possono restare immutati rispetto a quelli del 2020”, conclude Lovecchio.  

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