Cerignola, incandidabilità Metta e Bufano: si decide a maggio

Cerignola, incandidabilità Metta e Bufano: si decide a maggio

Il prossimo 20 maggio la Corte d’Appello di Bari si esprimerà sulla incandidabilità di Franco Metta dopo lo scioglimento della sua amministrazione per infiltrazioni mafiose. Saranno quindi tre mesi decisivi per le sorti – non solo politiche – di quella che fu la corazzata civica che nel 2015 conquistò Palazzo di Città terminando anzitempo la sua parentesi con l’arrivo dello Stato chiamato a risanare la vita amministrativa dell’Ente. A Bari i giudici dovranno valutare la posizione dell’ex sindaco e dell’ex assessore all’’urbanistica Tommaso Bufano e nello specifico dovranno decidere se adeguarsi alla sentenza di primo grado, con la quale Metta e Bufano sono riusciti a far valere le proprie ragione, o se ribaltarla dichiarandoli incandidabili. La relazione di scioglimento del consiglio comunale si incentra in maniera corposa proprio sul ruolo dell’ex primo cittadino. Dalle frequentazioni che vanno al di là della sfera prettamente professionale agli atti opachi, il ruolo del Metta è passato ai raggi X della Prefettura che, dopo aver incassato la sconfitta in primo grado, ha appunto presentato ricorso in appello.

E se l’attesa della sentenza del TAR sullo scioglimento del consiglio è stata si è connotata in maniera quasi teatrale dagli ex amministratori, con tanto di countdown che però non è riuscito ad esorcizzare l’esito sfavorevole ai politici “disciolti”, la sentenza sulla incandidabilità si caratterizza per maggiore prudenza e senza esasperazioni di sorta. Un cambio di strategia alquanto vistoso, considerando che l’ex primo cittadino continua nelle sue rubriche video pur senza le folle oceaniche che avevano rappresentato il piatto forte della sua “vita social”.

Al di là degli umori, però, resta il dato strettamente giudiziario e amministrativo. Secondo il Ministero dell’Interno l’attività dell’amministrazione civica fu caratterizzata da un condizionamento in ogni settore, dall’urbanistica alla cultura, dallo sport ai servizi sociali.  Dello stesso parere anche il TAR Lazio, che a novembre scorso ha dato il suo giudizio rilevando “un’anomala commistione nella gestione degli affidamenti di lavori pubblici, una indebita ingerenza degli organi politici sull’operato della struttura amministrativa e l’elevato numero di affidamenti diretti ovvero di affidamenti disposti all’esito di gare caratterizzate dalla presentazione di una sola offerta, a favore di imprese successivamente attinte da provvedimenti interdittivi antimafia”.

Di questa ricostruzione, però, non è stato convinto il Tribunale di Foggia (per quanto concerne l’incadidabilità). Adesso la parola passerà a Bari. Con una cadenza temporale non invidiabile, giacchè Metta ha chiesto ed ottenuto di svolgere in presenza l’udienza che lo riguarda: il 20 maggio con ogni probabilità Cerignola sarà in piena campagna elettorale per l’elezione del sindaco. Ciò che significa che Metta – che già ha fatto sapere di esserci- saprà del suo destino proprio mentre ci si appresterà a votare. E se l’esito dovesse essere infausto, dovrà abbandonare in corsa.

Michele Cirulli
La Gazzetta del Mezzogiorno

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Ospite
3 mesi fa

Se anche dovesse risultare incandidabile ci metterà qualcuno di sua emanazione. Il risultato, secondo me, non cambia. E le opposizioni si diano da fare se vogliono batterlo, perché lui è in campagna elettorale perenne con 2 comunicazioni al giorno più due trasmissioni ogni fine settimana, gli altri, invece, dormono sonni tranquilli. Io non so come facciano (vedi, per es., il PD cittadino praticamente inesistente a livello comunicativo)…

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