Omicidio Nunzia Compierchio, “una tragedia annunciata”





Viveva sotto vessazioni e controlli pressanti perché suo marito non accettava la fine della relazione. Questo è il quadro ipotizzato dagli inquirenti e che farebbe da sfondo all’omicidio di Nunzia Compierchio, 41 anni, assassinata nella sua abitazione domenica pomeriggio intorno alle 14:00. Per la sua morte è stato fermato Angelo Dimeo, 44 anni, già noto alle forze dell’ordine.

La donna aveva denunciato suo marito nel 2012 per non aver ottemperato agli obblighi familiari non versando gli alimenti ai figli; ma sulle presunte vessazioni agli atti del commissariato di Cerignola non risultano segnalazioni. Angelo Dimeo e Nunzia Compierchio, nonostante una relazione ormai naufragata, vivevano ancora sotto lo stesso tetto, proprio dove domenica è avvenuto il femminicidio. Quattro colpi, uno al petto e tre alle gambe, poi le urla dei figli, di 11 e 12 anni, che si sarebbero allontanati in strada attirando le attenzioni dei vicini, i quali hanno allertato le forze dell’ordine.

Chi la conosceva

Chi conosceva la vittima la descrive come una persona succube delle scelte del marito. Nel 2017, stando ai resoconti della questura, fu proprio il padre a denunciare Angelo Dimeo per una serie di richieste estorsive giunte nei modi più disparati. Talvolta, utilizzando e minacciando anche sua moglie, che avrebbe dovuto riscuotere l’incasso delle richieste per non subire ritorsioni (il papà, per salvaguardarla, acconsentiva a versare somme di denaro). In questo contesto si sviluppa l’omicidio di Nunzia Compierchio.

Domenica forse l’ultimo litigio tra i due, subito dopo essere stati a pranzo dal suocero, che abita a qualche decina di metri dal civico degli ex coniugi. Una sosta lampo, inusuale per un pranzo domenicale, poi Nunzia si sarebbe recata a casa seguita a stretto giro dall’ex marito. Poche parole e i colpi di una pistola modificata. Probabilmente gelosia e il non essersi rassegnato alla fine della relazione, o la paura che un’altra persona potesse prendere il suo posto nella vita di Nunzia Compierchio avrebbero spinto Dimeo ad esplodere i colpi nel pomeriggio di domenica scorsa, in via Fabriano a Cerignola. La città si presenta sotto shock per un evento che qualcuno, proprio in quella via, etichetta come “tragedia annunciata”.

Divorzio esperienza dolorosa

“Il divorzio coniugale è una delle esperienze più dolorose che la vita possa presentare”, osserva Vincenzo Gesualdo dell’ordine degli psicologi di Puglia. “È opportuno tener presente che una separazione, qualunque essa sia, non è mai voluta nella stessa misura e con le stesse tempistiche da entrambi i coniugi. Vi sarà sempre, quindi, uno dei due partner che ha accelerato la decisione di separarsi e l’altro che si vede costretto a subire decisioni passivamente”. “La soppressione della vittima può essere letta e giustificata come azione risarcitoria per la sofferenza procurata in seguito all’abbandono o per l’attribuzione all’ex partner della responsabilità per i fallimenti della propria vita personale e di coppia”, osserva lo psicologo.

“Il femminicidio”, continua Gesualdo, “è fortemente correlato al concetto di potere e di vendetta: una delle principali cause della violenza di genere deriva dal perdurare di un modello socio-culturale patriarcale che vede la donna al servizio dell’uomo”.





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