Il Coronavirus è battuto? Per gli esperti è sì, no, forse

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“I dati sui nuovi casi di Covid-19 ci dicono che siamo di fronte alla prima ondata pandemica che si sta spegnendo e i nuovi positivi che vediamo oggi sono tutti asintomatici che attivamente andiamo a cercare”. Così il professore Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all’Università di Pisa e dirigente coordinatore per le emergenze epidemiologiche della Regione Puglia, traccia il bilancio su questa fase di emergenza sanitaria.

A fare da eco, in modi e tempi diversi, anche il primario del San Raffaele di Milano, Alberto Zangrillo: “Oggi (ieri) è il 31 di maggio e circa un mese fa sentivamo gli epidemiologi dire di temere grandemente una nuova ondata per la fine del mese, o per inizio di giugno, e che chissà quanti posti di terapia intensiva c’erano da occupare… In realtà il virus, praticamente, dal punto di vista clinico non esiste più. I tamponi eseguiti attualmente negli ultimi dieci giorni hanno una carica virale, dal punto di vista quantitativo, assolutamente infinitesimale rispetto a quelli eseguiti su pazienti di un mese, due mesi fa”.





“Non posso che esprimere grande sorpresa e assoluto sconcerto per le dichiarazioni rese dal professor Zangrillo con frasi quali il ‘virus clinicamente non esiste più e che ‘terrorizzare il Paese è qualcosa di cui qualcuno si deve prendere la responsabilità’. Basta semplicemente guardare al numero di nuovi casi di positività a SARS-CoV-2 che vengono confermati ogni giorno per avere dimostrazione della persistente circolazione in Italia del nuovo coronavirus”, sottolinea Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e membro del Comitato tecnico-scientifico.

Nella pratica, però, l’Italia torna alla normalità tanto che dal 3 giugno sarà possibile circolare nuovamente tra regioni, compresa la Lombardia.

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