Puglia: 869 persone rientrate dalle altre regioni nel primo giorno di fase 2

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Puglia: 869 persone rientrate dalle altre regioni nel primo giorno di fase2

Nel prime 19 ore del primo giorno della fase2 ben 869 persone hanno fatto ritorno in Puglia. E’ questo il numero di pugliesi che ha compilato il modulo di autosegnalazione on-line per dichiarare di essere rientrate in Puglia da fuori regione alle ore 19 del 4 maggio (il dato è ovviamente in continuo aggiornamento).



Cosa deve fare chi rientra

Com’è noto, il DPCM che ha dato il via oggi alla Fase 2, consente a chiunque “il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”. L’ordinanza del Presidente della Regione Puglia ha quindi disposto l’obbligo per le persone rientrate in Puglia da altre regioni per soggiornare continuativamente nel proprio domicilio abitazione o residenza, di comunicarlo immediatamente compilando il modulo sul portale della Regione Puglia (o chiamando il proprio medico o l’operatore di sanità pubblica) e l’obbligo di restare in isolamento fiduciario a casa per 14 giorni.

Provvedimento che, a quanto riporta il presidente della Regione Michele Emiliano, ha permesso di isolare ben 200 pugliesi provenienti da altre regioni infette da Covid.



Le parole di Emiliano

“Devo fare i complimenti al presidente della Puglia Emiliano perché con quel provvedimento con cui venne disposto l’obbligo di isolamento fiduciario per 14 giorni per chi rientrava al Sud, preso in quella notte famosa, lui ha davvero protetto la sua regione e ha fatto una scelta difficile ma credo che i pugliesi gli diano tutti atto di una scelta straordinaria”.

Le parole di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, sono state come una pacca sulla spalla. Sono più di due mesi di lavoro senza sosta e la mente ritorna indietro alla notte dell’8 marzo, a quel primo esodo nel quale sono arrivate in Puglia 35mila persone. Alle 2.31 di notte emanai l’ordinanza con la quale obbligavo alla quarantena di 14 giorni chi rientrava in Puglia. Non c’era ancora il lockdown, e non c’erano ordinanze simili, quella fu la prima. Quando all’alba i primi treni arrivarono in stazione i passeggeri rientrati dal Nord furono accolti da un messaggio che li informava dell’obbligo dell’isolamento.

Quell’ordinanza ha cambiato il corso delle cose. Col senno di poi, posso dirvi che 200 di quei passeggeri erano infetti da Covid e se non fossero rimasti a casa avrebbero generato 200 pericolosissimi focolai in tutte le zone della Puglia”.



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