Partorire ai tempi del CoVid-19: “Ora le donne vengono all’ultimo minuto”


Marchiodoc - Ospedale Tatarella
Marchiodoc – Ospedale Tatarella

La paura del Coronavirus modifica anche le prassi per i parti e per le nascite presso il reparto di Ginecologia. Si va, infatti, verso un numero crescente di “parti naturali” ed il travaglio si svolge quasi totalmente in casa: “Forse perché c’è una paura più grande, che è quella del virus, ma questo è un buon segnale”, commenta Antonio Giannatempo. “Prima infatti – spiega il ginecologo – alle prime avvisaglie di contrazioni le pazienti venivano già in Ospedale; adesso, invece, passa appena mezz’ora dal ricovero al parto”. Quindi, va da sé che le donne, in questi momenti di tensione, decidano con sempre maggiore frequenza di entrare all’ultimo minuto in sala parto per scongiurare il rischio di possibili contagi.

“Sì, l’altro giorno abbiamo avuto tre casi simili: le pazienti sono arrivate quasi all’ultimo secondo e in venti minuti hanno partorito”. Ma questo può essere un problema? “No, anzi. Prima del Coronavirus era quasi tutto programmato. Adesso le donne sono chiaramente sempre sotto osservazione, diamo consigli e le monitoriamo costantemente anche per telefono, ma l’accesso in ospedale è posticipato, con il travaglio fatto quasi totalmente in casa. Poi vengono qui da noi e in breve tempo partoriscono. Questo – commenta Giannatempo – è un bene ed è proprio quello a cui stiamo lavorando anche per il futuro con la cosiddetta Casa Parto, dove le donne potranno partorire nel più naturale dei modi: una sorta di ritorno al passato, ma in una struttura protetta come l’ospedale”.



Dunque il Coronavirus, per quanto riguarda le nascite, potrebbe perfino segnare un punto di svolta positivo in fatto di nascite: “Le donne in questi giorni stanno vincendo la paura delle contrazioni e del travaglio, forse perché hanno una paura più grande da gestire, che è quella del Coronavirus. Ma questo – conclude Giannatempo- ci insegna due cose: la prima è che non bisogna avere timori per il travaglio e la seconda è che le persone limitano al massimo i propri spostamenti e rispettano al massimo il decreto sulle restrizioni per contenere il contagio da Coronavirus”.

In ospedale vigono tutte le norme di sicurezza: nessun pericolo per il reparto Ginecologia, nei fatti isolato dalle corsie in cui si fronteggia l’emergenza sanitaria legata al virus. “Abbiamo accessi dedicati e tutto si svolge in piena sicurezza per i bambini e per le mamme”, assicura Giannatempo.



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