Coronavirus, il trasferimento del paziente morto a Cerignola diventa un caso



Sulla morte da Coronavirus avvenuta al Tatarella di Cerignola, dove ieri all’alba ha perso la vita un 79enne di Cagnano Varano, pare aprirsi un vero e proprio caso. Infatti, ad uscire allo scoperto è il figlio dell’anziano pensionato che in una lettera inviata alla stampa del capoluogo ricostruisce gli ultimi giorni di vita del paziente.

Quindici giorni fa – è la ricostruzione- il 79enne sarebbe stato ricoverato prima a San Giovanni Rotondo, presso Casa Sollievo della Sofferenza, e poi sarebbe stato trasferito a Rodi Garganico in un centro di riabilitazione. Ma il calvario non sarebbe finito qui, perché – come è stato reso noto successivamente – il pensionato è stato portato d’urgenza a Foggia e poi, nella notte tra il 6 ed il 7 marzo, in Rianimazione al Tatarella di Cerignola (circostanza che, stando a quanto comunicato dalla famiglia nella missiva, non sarebbe stata comunicata per tempo ai parenti).

Proprio qui, dopo qualche ora, è morto. Da chiarire ancora diversi passaggi della trafila medica dell’uomo di Cagnano Varano, la cui salma è stata oggi trasportata nel suo paese di residenza.



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