Ecco le 3 truffe più frequenti: come difendersi e come scoprirle



Dalla “Truffa del pacco al Nipote” a quella del “Finto Carabiniere” per passare a quella del falso funzionario. Gli anziani sono le categorie più a rischio e per questo i carabinieri, domenica scorsa, si sono recati a Deliceto per parlare a circa un centinaio di fedeli giunti presso la Chiesa del Santissimo Salvatore. Al motto di “la prevenzione è la migliore difesa”, i militari hanno spiegato ai presenti alcuni accorgimenti per non lasciarsi travolgere dalle truffe sempre più frequenti. Nello specifico, hanno spiegato il meccanismo di tre tipi di truffa, offrendo rimedi per contrastare i delinquenti.

TRUFFA DEL “PACCO DESTINATO AL NIPOTE”

Si presenta alla porta dell’anziano un finto dipendente di una società di spedizione pacchi, riferendo di dover consegnare una scatola diretta a un parente (figlio o nipote generalmente). Il truffatore, stabilito il contatto con la vittima, fa presente che la consegna è urgente ed è di fondamentale importanza per il proprio parente, essendovi all’interno importanti e costosi materiali ordinati da quest’ultimo. Affinché il pacco non venga rispedito al mittente è necessario pagare in contrassegno il valore della merce, sia con denaro in contanti che con monili in oro. Una volta ottenuto l’indebito pagamento, consegnano all’anziano un pacchetto che contiene oggetti di scarso valore.



TRUFFA DEI “FALSI FUNZIONARI” 

I malviventi suonano alle abitazioni delle vittime presentandosi come funzionari comunali, gestori di utenze casalinghe (luce, acqua, gas, telefonia), INPS, Agenzia delle Entrate, Catasto, o ASL, con la recentissima giustificazione di effettuare finti tamponi salivari per conto della struttura ospedaliera della Provincia a seguito del coronavirus. Si intrattengono con l’anziano in casa, distraendolo e riferendo ad esempio di una perdita di gas, consigliando di riporre in un sacchetto denaro e monili all’interno del frigorifero, in quanto la riparazione prevede l’utilizzo di una sostanza che potrebbe danneggiare gli oggetti di valore, oppure attirando l’attenzione del malcapitato di turno con abili stratagemmi mentre un complice si impossessa di denaro e preziosi presenti nell’abitazione. In alcune varianti viene fatto consegnare denaro e/o monili in oro quale corrispettivo delle prestazioni fornite.



TRUFFA DEL “FINTO CARABINIERE O DEL FALSO AVVOCATO”

La vittima viene contattata telefonicamente e avvisata che un suo familiare ha causato un incidente stradale e che la controparte deve essere risarcita dei danni subiti, oppure che devono essere pagate delle contravvenzioni al Codice della Strada accertate a seguito di un sinistro, o che il familiare si trova in “stato di fermo” presso un Comando delle Forze di Polizia. In quest’ultima ipotesi viene richiesto il pagamento di una somma in denaro, o il corrispettivo in preziosi e monili d’oro, affinché il figlio/nipote venga riposto in libertà. La vittima poi riceve presso la propria abitazione un sedicente avvocato o un falso carabiniere che, incaricato di riscuotere il pagamento dalla vittima, si impossessa del denaro e preziosi.

Le conferenze tenute dai Comandanti di Stazione a favore soprattutto degli anziani, sia in chiesa che presso centri civici, sale consiliari e locali messi a disposizione dai Comuni della Provincia, servono a sensibilizzare sempre di più le potenziali vittime.



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