Così il Coronavirus da Codogno è arrivato in Puglia



Il primo caso di Coronavirus in Puglia sarebbe arrivato direttamente da Codogno, in provincia di Lodi, città in cui vige “il divieto di allontanamento e quello di accesso al Comune” entrato in vigore con apposito decreto legge nato per contrastare la diffusione del CoVid-19. Ma come abbia fatto il giovane paziente di Torricella (Taranto) a evitare gli obblighi è il vero mistero. A sentire il suo medico, nessuna fuga dalla “zona rossa” del focolaio del lodigiano. Anzi, lo avrebbero “tranquillizzato a partire”.  Ecco come il Coronavirus è arrivato in Puglia.

23 Febbraio: il divieto

Scoppiano i primi casi di Coronavirus e il contagio, nella provincia di Lodi, si fa talmente rapido che viene varato  un decreto per rallentare la diffusione del virus: “divieto di allontanamento dal comune o dall’area interessata da parte di tutti gli individui comunque presenti nel comune o nell’area; b) divieto di accesso al comune o all’area interessata”, è la regola da rispettare. In quel momento il Paziente 1 Pugliese si trova a Codogno in visita da alcuni parenti, dal 19 febbraio.



24 febbraio: l’allontanamento.

A poche ore dall’emanazione del decreto che vieta gli spostamenti da e per la “zona rossa”, il Paziente 1 Pugliese riesce a svicolare. Secondo alcuni quotidiani sarebbe “scappato” dall’obbligo di quarantena. Secondo il consigliere regionale Peppo Turco, nonché medico di Torricella e amico del paziente, la ricostruzione è un’altra: “Da Codogno lo hanno tranquillizzato a ripartire per Torricella, rispettando la quarantena. Il 24 sera ha raggiunto Torricella con il fratello. A Torricella ha allertato l’amministrazione e il sottoscritto quando era asintomatico”. Secondo Repubblica, invece, “L’uomo ha sintomi influenzali e ha spiegato ai medici di essersi allontanato dalla zona rossa non rispettando le prescrizioni”. Fatto sta che il Paziente 1 Pugliese, lunedì sera, ha preso il volo da Malpensa a Brindisi, poi in aeroporto è stato prelevato da suo fratello, che lo ha riportato a casa, a Torricella.

25 febbraio: i sintomi

Al mattino del 25 febbraio, a un giorno dal rientro, a due giorni dal divieto di spostarsi dalla zona rossa, il Paziente 1 pugliese avverte i primi malori: alle 7 del mattino il medico riferisce di febbre: sintomo che appare sovrapponibile a quelli del Coronavirus e per questo vengono allertati il 112 e il 118. Segue il ricovero all’ospedale Moscati, nel reparto Malattie Infettive, dove gli è stato praticato il tampone per la ricerca del virus ed è “isolato in stanza a pressione negativa, dopo essere stato prelevato dal domicilio in ambulanza del 118 dedicata da personale dotato dei necessari Dispositivi di Protezione”.  



26 febbraio: CoVid-19

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano annuncia il primo caso di Coronavirus in Puglia: “Come avevamo previsto abbiamo il primo soggetto influenzato residente nella provincia di Taranto, sembra proveniente da Codogno in Lombardia, ove si era recato in visita, positivo al test Coronavirus”. Alla data del 26 febbraio “il decorso dell’influenza è regolare e allo stato senza complicazioni. Tutte le persone con le quali il soggetto è stato in contatto dopo il soggiorno a Codogno verranno sottoposte a tampone e poste in quarantena nelle prossime ore secondo i protocolli previsti”.

27 febbraio: la conferma

Il test del Paziente 1 Pugliese sarà oggi “trasmesso all’Istituto Superiore di Sanità per la conferma di seconda istanza”, riferisce il governatore della Puglia. Il medico che ha seguito l’iter, Peppo Turco, in nottata ha scritto sui social: “Il paziente l’ho sentito 30 minuti fa, ed è asintomatico”.



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