AUDIO | “Siamo tornati dal Veneto”. Il Dipartimento: “Qui gli uffici sono chiusi”



Un cittadino di ritorno da Venezia segue la procedura imposta dalla Regione Puglia per censire il suo spostamento, ma il Dipartimento di Prevenzione della Asl di Foggia è netto: “Qui non sappiamo niente”. È successo ad un residente di Cerignola (Fg) che nel weekend era stato in Veneto, precisamente a Venezia, per un viaggio organizzato. Appreso del protocollo della Regione Puglia per i rientri dal Nord Italia, dalle zone “rosse” dei focolai, il cittadino informa l’Azienda Sanitaria Locale e attende indicazioni su come muoversi.

La risposta degli operatori del centralino spiazza: “Secondo Emiliano noi stiamo aperti? Lui sta a Bari, noi siamo a Foggia…”. Il cerignolano, in vacanza a Venezia nel weekend, ha fatto ritorno solamente nella notte tra domenica e lunedì: nel pomeriggio, appresa la notizia delle nuove procedure imposte dalla Regione, ha telefonato al Dipartimento, senza successo: “Ancora oggi non sappiamo come comportarci”, ci dice.



“Il presidente Emiliano ha detto che dovevamo rivolgerci a voi”, si sente nell’audio che Marchiodoc.it ha a disposizione: “Si, ma Emiliano i dipartimenti li deve tenere aperti e qualcuno deve rispondere”. La telefonata, di circa 3 minuti, va avanti con l’operatore che chiede informazioni al cittadino sulle attività da tenere: “Noi non abbiamo nessun aggiornamento. Che c’è scritto nella comunicazione?”, gli confida.

La Regione, nel pomeriggio, ha comunicato che “In attesa della riunione di domani, il presidente Michele Emiliano ha comunque impartito le seguenti disposizioni in materia di prevenzione, alla luce dei flussi di persone – in particolare studenti – che stanno rientrando in Puglia da Regioni con focolai: Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna”, ossia l’obbligo di censire i propri spostamenti comunicando “tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, ai fini dell’adozione, da parte dell’autorità sanitaria competente, di ogni misura necessaria, ivi compresa la permanenza fiduciaria con sorveglianza attiva”.



“Ma se faccio il numero non ti risponde nessuno”, dicono invece dal Dipartimento, come si ascolta nella telefonata. Il confronto tra centralino e “paziente” si conclude con il passaggio di chiamata ad un medico di Lucera, che premette di non essere responsabile della questione. Questi, con cortesia, invita il paziente a richiamare l’indomani dando consigli sui comportamenti da tenere nelle ore che lo separano dalle comunicazioni ufficiali. Se arriveranno.  

Michele Cirulli


La teledonata al Dipartimento Prevenzione Asl Fg

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Davinci
1 anno fa

Assurdo davvero! Quel poveretto del centralino non sapeva niente non gli avevano detto niente

PIPPO
1 anno fa

SIAMO DA TERZO MONDO. E’ ASSURDO. SONO SENZA PAROLE. Boooo!!!!!!!

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