“L’acquedotto arriverà anche a Tressanti”: esultano i residenti, ma…



Da tre mesi senz’acqua, costretti a percorrere 24 chilometri al giorno per approvvigionarsi presso una fontana pubblica presente in una borgata vicina: per la risoluzione definitiva del caso di Borgo Tressanti ci sarà da aspettare ancora, ma almeno si intravede la luce. Ieri una delegazione di utenti, insieme a Cittadinanza Attiva, ha incontrato a Bari l’assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Giannini, per metterlo al corrente dei disguidi nella frazione di Cerignola che conta circa 800 abitanti.

L’emergenza idrica nella borgata è iniziata a novembre scorso, quando SIA è stata schiacciata dal peso dei debiti: prima di quella data, infatti, i cittadini – che con la società avevano sottoscritto un contratto- prendevano acqua una volta a settimana dalle autobotti di SIA, ad un prezzo annuo di circa 350 euro.



Eppure, nel 2002 – come ha spiegato il referente regionale di Cittadinanza Attiva Matteo Valentino  – il comune di Cerignola ha presentato all’Autorità Idrica Pugliese un progetto per la costruzione di un acquedotto rurale a Borgo Tressanti, per un importo di 1.7 milioni di euro, e un progetto per Borgo Moschella, per un importo di 871 mila euro. Di quei progetti non se ne è fatto più nulla”.

Da qui, su questo punto, l’interlocuzione con la regione: “Una piccola delegazione di Borgo Tressanti con Cittadinanza Attiva di Cerignola è stata convocata per un incontro in regione con Acquedotto Pugliese. Dopo aver esposto la nostra problematica – raccontano i residenti – l’assessore regionale delle infrastrutture e AQP ci hanno assicurato che inizieranno l’iter per il tronco idrico: certo ci vorranno degli anni ma arriverà l’acquedotto a Borgo Tressanti”.



Da perfezionare ancora il periodo di transizione, considerato che rivolgersi ad aziende private per la erogazione di acqua è molto dispendioso: basti pensare che fino ad ora il prezzo per l’arrivo dell’autobotte di SIA srl era fissato a 3.35 euro per metro cubo, per un totale di circa 350 euro annui a carico dei cittadini. Con i privati, invece, i costi lieviterebbero, visto che la stessa somma potrà coprire solo 12 metri cubi d’acqua, ovvero un mese e mezzo di fornitura.

I cittadini si erano recati anche a Palazzo di Città per vedersi risolvere una problematica così stringente e per ottenere un confronto con il commissario prefettizio Umberto Postiglione: la competenza sul caso è a carico della regione, che dopo le segnalazioni pare aver iniziato a muovere i primi passi per risolvere l’intoppo.



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