Lagrimaro, CittadinanzAttiva: “Chi inquina paghi il depuratore”


Canale Lagrimaro

Due milioni di euro per un depuratore che dovrà risolvere l’emergenza ambientale del Lagrimaro, ma su quei fondi l’associazione Cittadinanza Attiva chiede chiarimenti rispetto ad un’iniziativa che se da un lato metterà freno ai danni dello sversamento di materiali non idonei nel torrente, dall’altra “graverà sulle casse del comune e quindi dei cittadini e non di chi sversa liquami in maniera incontrollata”. A parlare è il referente cittadino dell’associazione, Roberto Saccozzi: “C’è una legge che obbliga i proprietari delle aziende e delle industrie a dotarsi di depuratori interni, e solo dopo aver trattato le acque possono introdurle all’interno del canalone, in questo caso del Lagrimaro. Perché ora il Comune dovrebbe chiedere un prestito per rimediare ai danni fatti da chi sversa illegalmente?”.



Il canale Lagrimaro, ubicato in zona industriale, è un addensato di inquinanti, come dimostrato da recenti analisi svolte in loco. Costruito negli anni ‘50 per raccogliere le acque piovane, col tempo ignoti – con ogni probabilità aziende – hanno introdotto nel canale ogni tipo di materiale non depurato. Sul punto Cittadinanza Attiva aveva già presentato numerose denunce, poi l’interrogazione del deputato Giorgio Lovecchio del Movimento Cinque Stelle e la replica del ministro all’ambiente Sergio Costa.

Roberto Saccozzi

“Il Canale – spiega Saccozzi di Cittadinanza Attiva – è una proprietà demaniale data in gestione al Consorzio di Bonifica, che dovrebbe occuparsi della manutenzione, che con ogni evidenza non avviene. Allora, perché dovrebbe occuparsene il Comune? Non dimentichiamo che i cittadini sono già subissati di tasse con la Tari più alta di Italia e con una società di rifiuti sul cui futuro nessuno sa nulla, alla faccia della democrazia. Alla luce di ciò, chi pagherà il depuratore?”.



Dunque, Cittadinanza Attiva contesta la scelta del depuratore e focalizza l’attenzione sui responsabili dell’inquinamento: “Possibile che in dieci anni nessuno sia stato beccato mentre sversava? Ci dovrebbero essere più controlli, non mettere un depuratore a carico dei cittadini”, rileva Saccozzi. Il Lagrimaro è l’emblema dell’emergenza ambientale a Cerignola: da anni fa bella mostra di sé senza interventi concreti. “Oltretutto – aggiunge il referente dell’associazione dei cittadini – dalle carte risulta che quel torrente debba finire in un altro canale, ed invece ci risulta che sia chiuso. Perché?”.

La scelta di costruire un depuratore nei pressi del Lagrimaro, annunciata in una apposita conferenza stampa pre-natalizia a Palazzo di Città, non convince Cittadinanza Attiva: “Servirebbe un monitoraggio preciso e puntuale del sito in esame. Non è possibile che mentre parliamo ignoti vadano a immettere nel canalone sostanza inquinanti. La soluzione non è il depuratore, ma prendere i colpevoli, che dovranno occuparsi a loro spese della bonifica”.

Michele Cirulli       


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Stufo

Pure questa spesa dobbiamo metterci sulle spalle…..faccio prima a cambiare paese

PDino

La colpa è solo di Metta e deve pagare lui le spese.