“Assidui rapporti di Metta con la criminalità”. Il retroscena


Marchiodoc - Mafia

L’ironia del destino ha voluto che, mentre il Consiglio dei Ministri scioglieva il consiglio comunale di Cerignola per infiltrazioni mafiose, Franco Metta fosse a Milano, ospite dell’Università Bocconi, per tenere un discorso sulle buone pratiche delle amministrazioni comunali in tempo di crisi. L’ironia del destino ha voluto che proprio i cavalli di battaglia di Franco Metta in campagna elettorale – rifiuti e legalità – lo condannassero alla sepoltura politica con la fine anticipata del suo mandato da sindaco e con il fallimento, fin troppo annunciato, della società SIA srl, che con circa 200 dipendenti si occupa della raccolta e smaltimento dell’immondizia.

Sono passati 4 anni e 4 a mesi, pari a 1583 giorni, da quando Franco Metta si è insediato, nel 2015, a Palazzo di Città battendo il centrosinistra al ballottaggio. Oggi il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, accogliendo la relazione del Prefetto di Foggia Raffaele Grassi, delinea la figura di quello che da sindaco anti-sistema è diventato sindaco che frequenta il Sistema, ma stavolta quello criminale.



“La relazione prefettizia si sofferma in particolare sulla figura del sindaco ponendo in rilievo gli assidui rapporti che legano il primo cittadino ad esponenti di rilievo della locale criminalità”, scrive il ministro Lamorgese. Ad esempio le nozze di un pluripregiudicato: “Celebrate dal sindaco che ha anche partecipato al ricevimento nuziale dove erano presenti numerosi esponenti della criminalità locale, alcuni dei quali condannati anche per reati associativi, pubblicando sui social network le foto dell’evento”, si legge nella relazione.

Questo è solo uno dei tanti aspetti contestati al sindaco Metta (per gli altri clicca QUI). “Emblematico”, scrive il ministro, è il caso degli ambulanti abusivi, tra cui pregiudicati ed esponenti riferibili alla locale criminalità. Il sindaco Metta – è spiegato nel documento – “interveniva in favore dei pregiudicati, alcuni dei quali elementi di spicco della criminalità”, “chiedendo agli operatori di polizia ed al dirigente del locale commissariato di soprassedere”.



Ancora peggio va per gli affidamenti pubblici, dove si registra “un’indebita ingerenza degli organi politici sull’operato della struttura amministrativa”. E se le società, come successo, vengono raggiunte da interdittive antimafia, il sindaco “condanna la Prefettura” che ha messo la ditta nella black list e affida nuovamente i lavori alla società “sciolta” con propria ordinanza. Ulteriore elemento che attesta le frequentazioni del Metta riguarda la partecipazione, insieme all’assessore Carlo Dercole (suo genero) alla cerimonia di inaugurazione di un bar riferibile ad elementi di spicco della malavita locale.

In più, gli elementi relativi alle gare, alla villa comunale, al cimitero, allo sportello SUAP e alle concessioni, alle case popolari del settore servizi sociali guidato da Rino Pezzano. Tutti questi aspetti, conclude il ministro Lamorgese, “hanno determinato lo svilimento e la perdita di credibilità dell’istituzione locale, nonché il pregiudizio degli interessi della collettività, rendendo necessario l’intervento dello Stato per assicurare la riconduzione dell’ente alla legalità”.

Nella provincia di Foggia, Cerignola è il terzo comune sciolto per Mafia dopo Monte Sant’Angelo e Mattinata. Il decimo comune più grande tra i 190 sciolti dal 1991 ad oggi.



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