Altra tegola per Metta: indagato per concussione

Metta indagato per concussione e alla commissione antimafia mandata dalla prefettura per valutare la sussistenza di infiltrazioni criminali, si aggiunge un altro grattacapo di natura penale ai danni del sindaco. Al primo cittadino, allora presidente dell’Udas Basket, e al suo vice, Filippo De Luca, sarebbe arrivato avviso di proroga indagini per la questione relativa alle sponsorizzazione della società sportiva.

Una vicenda complicata che partì nel 2017, con la retrocessione della squadra e che, secondo l’ipotesi seguita dagli inquirenti, sarebbe stata caratterizzata da presunte pressioni operate dal primo cittadino per acquisire la maggioranza societaria in cambio di sponsor.

“Un’ipotesi di reato tanto grave, rischio 12 anni di carcere, quanto infondata. Io avrei chiesto di essere il titolare della società. Se devo sostenere da solo il peso economico della società, devo avere il 51%. Proposta fatta legittimamente, senza nessun tipo di minaccia, senza abusare dei miei poteri di sindaco e che fu respinta dai soci dell’udas. Dopodiché l’Udas è fallita. Quindi avrei cercato di concutere per ottenere il controllo di una società sull’orlo del fallimento”, ha spiegato Metta attraverso i social.

Sul tema, ormai un anno fa, intervennero i vertici dell’Udas Basket, che da parte loro spiegarono l’accaduto. La vicenda parte nel 2017, quando l’Udas basket perde il massiccio contributo del main sponsor e decide di ritirarsi: a quel punto, secondo la ricostruzione della società, il sindaco prende in mano il team promettendo una cordata di imprenditori pronti ad elargire nuove finanze negli scarni bilanci della squadra di basket.

Di qui, secondo l’Udas, la richiesta dopo che le risorse promesse sembrarono insignificanti e dopo un campionato iniziato “maluccio”: “Metta, però, ci invitò ad andare avanti finchè, nella riunione dirigenziale di metà dicembre ci fu esplicitato che i soldi sarebbero arrivati in abbondanza solo se avessimo affidato la responsabilità della squadra allo stesso Metta Francesco, eleggendolo presidente. Accettammo. E in verità, pur consapevoli che si trattava di persona complessa ed impegnata in politica, a nessuno sembrò praticabile nessun’altra strada”.

Dopo la retrocessione, si è iniziato a pensare all’anno nuovo, con una clausola: Metta, scrivono i dirigenti Udas, “Aveva già raggiunto un accordo di massima con quello che sarebbe divenuto lo sponsor principale (che gli aveva assicurato un contratto biennale di 150 mila euro a stagione, forse estendibili a 200 mila euro), con la possibile intitolazione del palazzetto in costruzione alla stessa azienda sponsorizzatrice. Inoltre – proseguono- aveva un progetto per costituire un pool di sponsor minori che avrebbero apportato non meno di altri 300mila euro. Naturalmente, di fronte ad un investimento di circa ‘un miliardo di vecchie lire’ (testualmente) egli doveva acquisire la titolarità del 51% della società, altrimenti non avrebbe pagato neanche i debiti in corso, gran parte dei quali da lui stesso contratti”.

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