Ministero su Delvino, Metta lo ignora. Lapiccirella: “”Intervenga il Prefetto””

Tiene ancora banco il caso dell’assunzione del comandante dei vigili Francesco Delvino, per la quale giunta e sindaco rischiano il processo per presunti procedimenti irregolari e per la mancanza di una bando per attivare il percorso di mobilità .

L’intera vicenda, sollevata dal consigliere indipendente di opposizione Teresa Lapiccirella, è ancora in piedi con la richiesta di revoca in autotutela della delibera con la quale Delvino è stato incaricato di dirigere il comando dei vigili urbani di Cerignola a tempo indeterminato.
“”La richiesta non può essere accettata stante la piena legittimità  dell’atto””, ha scritto in un documento interno il sindaco Franco Metta, che ha notificato la sua posizione di contrarierà  alla revoca in autotela anche al Prefetto di Foggia e al ministero della Funzione Pubblica.
Proprio da Roma, infatti, era arrivato un parere che dichiarava non congrua la procedura utilizzata per Delvino: “”Per il passaggio diretto di personale tra Amministrazioni diverse””, si leggeva nel documento del ministero, è prevista “”l’attivazione di procedure di mobilità , riservando in favore dei dipendenti utilizzati in comando dall’ente solamente l’applicazione di una clausola di favore, per cui essi hanno titolo di precedenza nella assunzione in mobilità “”, si legge nel parere del Dipartimento della Pubblica Funzione. Ossia, prima il bando, ma non assunzione sic et simpliciter.
All’indirizzo fornito dal ministero si affianca anche il tribunale di Foggia, che a fine giugno ha notifica al sindaco, dirigenti e la giunta la conclusione delle indagini a carico dei protagonisti che hanno firmato quell’atto, tra cui anche il vicesindaco Rino Pezzano, che – considerato il curriculum del comandante – dal 2015 si era opposto all’ingresso di Delvino nella macchina amministrativa (tanto da causare una prima crisi a Palazzo di città ) salvo poi abbandonare ogni tipo di resistenza una volta aver spuntato l’ingresso in giunta con la delega ai servizi sociali.
“”La revoca in autotutela è uno strumento disposto a garanzia dell’ente e degli amministratori. Metta ne ha fatto a meno scrivendolo a chiare lettere addirittura al Prefetto, e di questo se ne prenderà  ogni tipo di responsabilità  e il Prefetto Massimo Mariani questa volta non potrà  di certo continuare a guardare in silenzio, visto che sul tema è addirittura intervenuto il Ministero. Così come trovo ingiustificabile l’atteggiamento del segretario comunale Claudione, che nonostante sia stata sollecitata in più occasioni, continua a non esprimere pareri e a non rendere note le azioni messe in campo (se le ha messe) caldeggiate in maniera precisa e chiara dal ministero della funzione pubblica””, attacca il consigliere comunale Teresa Lapiccirella.
E sul tema Delvino, difatti, si registra un mutismo diffuso e a più livelli, nonostante un accertamento in corso da parte della magistratura e una presa di posizione decisa da parte del ministero competente. A rischiare il processo sono Metta, i suoi assessori e i dirigenti che hanno firmato quell’atto così controverso.
Michele Cirulli

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