Stabilizzazione Delvino, il parere del Ministero dà  ragione a Lapiccirella: “”Serviva il bando””

Si devono attivare le normali procedure per la mobilità , quindi, in mancanza del bando, le operazioni che hanno portato all’assunzione del comandante dei vigili urbani Francesco Delvino sarebbero da ritenersi nulle o prive di efficacia.

è questo il contenuto del parere che arriva dall’Ispettorato della Funzione Pubblica (Presidenza del Consiglio dei Ministri) a 24 ore dalla scadenza dei termini entro cui l’ufficio legale di Cerignola deve presentare memoria difensiva a causa dell’avviso di conclusione delle indagini a carico del sindaco Metta, del vicesindaco Rino Pezzano, degli assessori Dercole, Bufano, Marino (oggi dimissionaria) ed dei dirigenti che hanno sottoscritto la delibera 239 del 27 settembre 2017.

Con quell’atto si procedeva, in sostanza, ad immettere nel Comune di Cerignola – a tempo indeterminato – il contestato comandante dei vigili urbani Delvino. Solo che, secondo quanto esposto dal consigliere comunale indipendente Teresa Lapiccirella, quell’iter avrebbe portato con sà© diversi profili di illegittimità . “”Prima di tutto, come ho sempre sostenuto e come ribadisce anche il parere ministeriale, serviva un bando, che non c’è mai stato in spregio alle normative vigenti. Ho allertato anche la Corte dei Conti, per valutare se vi siano eventuali danni erariali all’ente di cui dovranno risponderne tutti i firmatari della delibera di stabilizzazione di Delvino””, commenta Lapiccirella.

Nel merito, infatti, con la nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2018, si specifica che “”per il passaggio diretto di personale tra Amministrazioni diverse”” è prevista “”l’attivazione di procedure di mobilità , riservando in favore dei dipendenti utilizzati in comando dall’ente solamente l’applicazione di una clausola di favore, per cui essi hanno titolo di precedenza nella assunzione in mobilità “”, si legge nel parere del Dipartimento della Pubblica Funzione. Ossia, spiega Lapiccirella che ha firmato l’esposto, “”prima il bando, ma non assunzione sic et simpliciter””.

“”Il documento sarà  allegato alla relazione già  inviata alla Guardia di Finanza, alla Prefettura, alla Procura e alla Corte dei Conti””, promette il consigliere comunale. Peraltro, tra gli assessori raggiunti dall’avviso di conclusione delle indagini (a breve si saprà  se il giudice opterà  per il rinvio a giudizio o archiviazione) figura – ironia della sorte – anche il vicesindaco Pezzano, tra i primi nel 2015 ad osteggiare Delvino a causa dell’arresto a Frosinone per una storia di presunte mazzette ed oggi tra i primi sostenitori del comandante, tanto da approvare – nonostante i suggerimenti degli oppositori sulla corretta prassi – un atto che non sarebbe lineare e su cui la magistratura ha posato la lente di ingrandimento.

E se dovesse arrivare anche la Corte dei Conti, proprio come per il caso SIA, non è detto che i firmatari della stabilizzazione di Delvino siano immuni dal pagare personalmente e patrimonialmente una possibile scelta avventata.

Michele Cirulli

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