Il voto può costare fino a 380mila euro: paura per il consiglio comunale

Poche ore al consiglio comunale e alla votazione degli equilibri di bilancio, che hanno incontrato il parere negativo dei revisori dei conti e rischiano di aprire un contenzioso davanti alla corte dei conti, dove – eventualmente – i consiglieri pagherebbero con proprio patrimonio l’eventuale danno erariale. Così si è aperta una fase molto delicata e ricca di tensioni.

Il dirigente del settore economico finanziario Buquicchio, in un intervento ritenuto più politico che tecnico dalle opposizioni, ha inteso gettare acqua sul fuoco per tranquillizzare i consiglieri comunali su cui, forse, potrà  gravare una scelta contraria al parere dei revisori.
“”Il collegio ritiene che un’eventuale non ammissione alla procedura di concordato possa creare una situazione di disequilibrio finanziario””, ha scritto in un parere ad hoc il collegio certificando il disequilibrio per Cerignola di 3.8 milioni di euro. E se la Corte dei Conti dovesse uniformarsi al parere del Collegio, significherà  che i consiglieri comunali dovranno risponderne personalmente. In termini pratici, se intervenisse la magistratura contabile, si parla di 380 mila euro per coloro i quali dovessero dare parere favorevole alla delibera incriminata, considerando che ad oggi sarebbero in 10 i consiglieri pronti a votare l’atto del riequilibrio di bilancio.
La somma – che potrebbe comunque oscillare rimanendo comunque nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro – non sarebbe nemmeno coperta dall’assicurazione sottoscritta da ciascun consigliere comunale. All’articolo 18 (lettera U) del contratto assicurativo firmato con AIG Europe LTD si legge che “”restano esclusi dalla garanzia i danni patrimoniali derivanti da provvedimenti presi in assenza o in difformità  anche di un solo parere obbligatorio ai sensi di legge””. Nel caso specifico, con l’indirizzo contrario dei revisori dei conti, per i consiglieri non vi sarebbe nemmeno la polizza assicurativa ad alleviare l’eventuale danno erariale.
Nel frattempo la maggioranza si affida a pareri tecnici, oltre che ai social network. Per Pezzano, Erinnio e Frisani il voto a favore della delibera osteggiata dai revisori dei conti “”è un atto di coraggio””, mentre le opposizioni inneggiano all’incoscienza. Qualora non dovesse passare il riequilibrio di bilancio potrebbe terminare l’esperienza di Metta alla guida di Cerignola. La maggioranza, pur con defezioni già  conclamate, non dovrebbe avere problemi – in seconda convocazione – a far passare l’atto. Mai come questa volta, però, la scelta potrebbe avere un costo molto alto. Di contro la città  si appresta a pagare un aumento del 36% della TARI, con servizi di raccolta indecenti. L’anno scorso l’incremento della tassa è stato del 19%, mentre l’anno prossimo si prevede un’altra stangata se dovesse concretizzarsi l’accordo chiesto dai 9 sindaci ad Asipu. I cittadini sfogano la loro rabbia sui social, e che i nervi siano tesi lo dimostrano anche le uscite pubbliche del vicesindaco Pezzano, che dopo aver accusato chi scrive tramite social (commento poi rimosso), ha detto: “”Per quanto sia giusto permettere a ciascuno di esprimere la propria opinione, lascerei che il consiglio comunale svolga la propria funzione. Ricordiamoci che è un organismo legittimamente e democraticamente eletto dai cittadini””. Cittadini che probabilmente non hanno mai scelto un governo in grado di raddoppiare la tassa sui rifiuti in 12 mesi.
Michele Cirulli

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