SIA, V lotto bomba ecologica: inquinanti oltre i limiti consentiti

La SIA srl non dovrà  stare attenta solamente a far quadrare i conti, ad accedere al concordato preventivo, a pagare gli stipendi dei lavoratori e a ripristinare gli impianti: l’impellenza adesso è scongiurare un disastro ambientale già  annunciato a marzo dal NOE dei carabinieri e reso ancora più attuale dalle condizioni climatiche.

Il percolato, ossia quel pericoloso liquido che si forma nel mix tra rifiuti e acque, starebbe per invadere anche le falde dei terreni confinanti e ora la corsa contro il tempo non riguarda soltanto i cavilli burocratici e finanziari, ma anche la riduzione concreta del rischio ambientale “”a causa del superamento del percolato contenuto nel bacino di ben oltre 12 metri rispetto al livello massimo consentito””.

è questo uno degli aspetti su cui starebbero lavorando nel Consorzio di bacino Fg4, anche in ragione di un ulteriore investimento economico che miri a risolvere il problema. Per l’emungimento del percolato servirebbero circa 300 mila euro, ma i 9 sindaci – proprietari del quinto lotto incriminato – hanno stabilito una somma pari al 20% dell’importo totale da destinare all’eliminazione del percolato.
A disposizione, quindi, circa 60 mila euro per tamponare un’emergenza ambientale che era stata già  preannunciata dal NOE a marzo scorso ed era stata riproposta ai vertici di SIA dall’Agenzia regionale ai rifiuti guidata dal commissario Gianfranco Grandaliano. In quell’occasione l’allora presidente del consiglio di amministrazione della società  in house, Giuseppe Devenuto, dichiarò l’impossibilità  da parte dell’azienda di poter adempiere a quegli obblighi imposti dalle forze dell’ordine.

A peggiorare la situazione, infatti, anche le avverse condizioni metereologiche (previste piogge) che potrebbero ulteriormente compromettere la salubrità  dei terreni, esposti al rischio concreto che diossina e policlorobifenili (pcb) inondino i campi e falde adiacenti al quinto lotto della discarica Forcone Cafiero, ubicata nell’agro tra Cerignola e San Ferdinando di Puglia, due dei nove comuni che aderiscono al Consorzio di cui SIA è braccio operativo. Se non si dovesse procedere con solerzia alla rimozione del percolato non è escluso che si possano aprire riverberi penali per i gestori, giacch੠– dopo diversi sopralluoghi- il NOE avrebbe già  trasmesso il dossier al tribunale di Foggia.
Ed è per questo che si potrebbe optare per una misura d’urgenza commissariando la discarica per avviare un rapido processo di bonifica del quinto lotto ormai diventato vera e propria bomba ecologica. Il consorzio ha messo per il momento ha messo in cantiere soluzioni tampone dopo aver già  chiesto alla Procura una proroga per rimuovere gli inquinanti.
I sindaci del Consorzio, come noto, dopo la riunione in Prefettura in cui si impegnavano a risolvere le criticità  impiantistiche e strutturali in sette giorni, hanno chiesto ulteriore tempo alla Regione Puglia (circa 2 mesi) proponendo una serie di correttivi, tra cui il concordato preventivo in continuità , su cui il Tribunale di Foggia, con ogni probabilità , si esprimerà  ad horas o comunque non dopo la settimana prossima.
Da valutare, prima di tutto, sono gli aspetti ambientali e sanitari derivanti dall’emungimento del V lotto di discarica che potrebbero portare in extrema ratio al commissariamento da parte della Regione Puglia.

Michele Cirulli

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