Di Feo, pesante attacco a Metta: “”C’era un disegno privatistico che è fallito””

“”Metta era strafelice di vedere Aseco al posto di SIA srl. Ci metteva in vivavoce, entusiasta, per sentire che Aseco sarebbe arrivata a gestire gli impianti: cercava di convincere noi sindaci e anche le organizzazioni sindacali. Motivo? Può essere che l’intenzione era far perdere pian piano quotazione alla Sia per poter essere una facile preda per i privati che dovevano subentrare?””.

L’attacco del sindaco di Trinitapoli, Francesco Di Feo, al presidente del Consorzio Metta è duro. Perchà©, secondo il primo cittadino della Bat, dietro il graduale defloramento della società  in house, per opera del collega cerignolano, ci sarebbe potuta essere la volontà  di dare Sia ai privati – come da delibera del Consorzio – salvo poi tirarsi indietro quando a controllare l’intera gestione è stata l’Aseco.

Per Di Feo non ci sono dubbi: “”Quando è entrata Aseco in fase transitoria, Metta era felice, non parlava di “”colonizzatori””, anzi. Forse pensava che ristrutturata la società  potesse proseguire il suo progetto di intervento privatistico, per portare a termine un obiettivo ben preciso già  dall’inizio della campagna elettorale. Questo progetto gli sfugge di mano””. Il resto è storia attuale: “”Tutti i sindaci, Metta compreso, chiedono aiuto al governatore Emiliano. Presto le carte diranno la verità : quella di Sia era una situazione che si poteva evitare. Se non ci fosse stata l’elezione di Metta, ma di qualsiasi altro sindaco, ci saremmo ritrovati con la costruzione del VI lotto e invece ci siamo ritrovati a chiedere aiuto alla regione, Metta in primis””, attacca Di Feo.

“”O non si capiva la situazione contabile e finanziaria di SIA, oppure si voleva giungere proprio a questo punto, perchà© così ci si poteva giustificare con gli amici con cui si era ipotizzato un progetto su Sia. Fallito il progetto, come ci si giustificava con gli amici? Dando la colpa agli altri sindaci, dando la colpa addirittura al governatore Emiliano, da lui sollecitato ad intervenire. C’era un progetto preciso, che è saltato: oggi serve un nemico a cui affibbiare la responsabilità “”, osserva di Feo.

“”In Prefettura Grandaliano ha ribadito che sottoscrivendo il contratto non sarebbero state ripianate le perdite. La SIA da Metta aspetta ancora 3 milioni di euro, altro che Cerignola unico comune che paga. Quei tre milioni e mezzo avrebbero pareggiato la debitoria””, dice il sindaco. Il contratto sottoscritto da Cerignola? “”Non vale nulla, è un contratto che Metta ha sottoscritto con se stesso, che non prevede alcun aumento””. Infine l’appello ai lavoratori: “”chiedo ai dipendenti di non farsi destabilizzare, perchà© il passaggio da Sia ad una società  pubblica sarà  il vero salvacondotto””, conclude Di Feo. Alle dure accuse Metta non replica.

Michele Cirulli

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