Officine Fornari, sospensiva del TAR: per ora la struttura rimane agli attuali gestori

Per il momento il soggetto gestore di Officine Fornari – la società  Montingelli&Brothers – rimarrà  a coordinare le attività  nell’ex Opera Pia: così il presidente del TAR Puglia ha concesso la provvisoria sospensione cautelare dopo che il sindaco del comune di Cerignola, Franco Metta, il mese scorso ha emanato un’ordinanza di sgombero dei locali per presunte inadempienze da parte della società  vincintrice dell’appalto nel 2016.

La prossima udienza è fissata al 9 maggio prossimo, ed in quella circostanza il tribunale amministrativo deciderà  se esprimersi nel merito della controversia o prendere ancora tempo per valutare le carte. L’idillio tra la Montingelli&Brothers e l’amministrazione comunale è durato solamente due anni, poi tra le parti ci sono state vicendevoli recriminazioni sull’attuazione concreta del contratto. L’ufficio legale del Comune di Cerignola, infatti, dopo un’interlocuzione durata quasi un anno con la nuova compagine che gestisce le attività  in quella che fu “”Ex Opera””, ha fissato per la metà  di marzo la data ultima entro cui il laboratorio urbano avrebbe dovuto essere sgomberato.
Alla base della risoluzione del contratto vi sarebbero diverse e presunte inadempienze che riguarderebbero sia l’aspetto programmatico delle manifestazioni che le utenze non pagate per diversi mesi. Ad aprile 2016 la Montingelli&Brothers con 81,43 punti si piazzò al primo posto nella graduatoria che vedeva coinvolti altri 5 aspiranti gestori del “”luogo dato al pubblico estro””. Tra le clausole di rescissione del contratto, allora, figurava il pagamento delle utenze a carico del nuovo soggetto ed è questo uno dei tanti punti di collisione.
L’amministrazione, come da bando, ritiene che le spese dell’intera struttura siano da attribuirsi alle Officine, mentre i gestori contestano di non essere mai stati messi nelle condizioni di pagare le utenze riferite soltanto alle proprie attività , ma di dover sostenere anche i costi di quelle relative al Museo Civico ubicato al primo piano e non oggetto del bando. I solleciti ad adempiere, però, sono iniziati già  dall’anno scorso, con una fitta corrispondenza tra l’allora dirigente Maria Dettori e i legali della Montingelli&Brothers, a cui tra l’altro vengono contestate anche la poca informazione ufficiale sulla programmazione e poche attività  motu proprio previste negli accordi, mentre ci si limiterebbe soltanto ad ospitare eventi per lo più organizzati da terzi soggetti, compresi gli eventi di svago del weekend.
Tra le controdeduzioni di Officine, però, ci sarebbe anche la questione legata al food&beverage, con la cucina che non avrebbe le autorizzazioni sanitarie per poter funzionare e che di fatto limiterebbe gli introiti della struttura. La lunga sfilza di recriminazioni, più o meno fondate, si è risolta però con l’obbligo di sgomberare la struttura entro la metà  di marzo: alla Montingelli&Brothers non rimarrebbe, dunque, non è rimasto che ricorrere contro la scelta rivongendosi al Tribunale Amministrativo, che per il momento ha bloccato lo sfratto e in un secondo momento sarà  chiamato ad esprimersi sulla fondatezza delle accuse dell’amministrazione e del soggetto gestore.

Michele Cirulli

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