SIA srl, così Nicola Iungo (involontariamente) ha scoperto il bluff di Metta

Il dramma della SIA sta tutto nelle parole dell’Amministratore Nicola Iungo che nella riunione a Bari con i vertici AGER ha ammesso che, pur se i comuni firmeranno i contratti, la società  non sarà  in grado di onorarli, smontando di fatto una campagna denigratoria che il presidente del Consorzio Fg4, Franco Metta, sta conducendo da anni verso i sindaci “”inadempienti””.

Il contratto di Cerignola. Oltretutto, il commissario Gianfranco Grandaliano ha fatto sapere che il contratto sottoscritto da Cerignola dovrà  essere verificato, visto che a firmarlo e a certificarlo sono stati il sindaco e il presidente, ossia la stessa persona. Si dovrà  quindi verificare se quei conti siano effettivamente rispondenti alle necessità  dell’ente e della società , oppure frutto di interpretazione libera. Anche perchà© i comuni della BAT versano in SIA circa 6 milioni di euro per un totale di 45 mila abitanti, poco più di Cerignola, con una platea di 57 mila abitanti.

Il ruolo di Grandaliano. è come se il commissario dell’AGER, udite tutte le posizioni, stia facendo da arbitro scoprendo le carte. Per questo si è sostituito a tutti i Comuni e ha sottoscritto, per tutti, il contratto d’ARO, ossia il pagamento del servizio: adesso dovranno essere i comuni a dimostrare non solo di essere adempienti, ma anche che la società  rispetti quanto scritto nei disciplinari. Cosa che, come ha dovuto ammettere suo malgrado proprio Iungo, SIA non potrebbe garantire. Dunque è lo stesso Iungo a sbugiardare Metta e la sua narrazione su SIA. La mancata sottoscrizione del contratto è una foglia di fico per coprire il reale problema.

Il peccato originale del VI Lotto. Da quando Metta è diventato presidente del Consorzio Fg4 ha cambiato tre amministratori: dapprima ci ha provato con Francesco Vasciaveo, già  presente ai tempi della vecchia amministrazione; poi ci ha provato con Michele Centola, che aveva già  gestito l’impianto di Deliceto; infine con Iungo. La sua opposizione al VI lotto di discarica è stata fatale: sono state ridotte drasticamente le entrate senza pensare ad un piano B e così SIA si è ritrovata con poche liquidità  a sostenere spese enormi. Prima, ogni comune che intendeva sversare a Forcone Cafiero pagava delle quote che riuscivano a mantenere in piedi tutto il carrozzone. Chiusa la discarica, e chiusa la possibilità  di ampliarla, sono ridotte le entrate. Solo il comune di Cerignola deve 3 milioni di euro di debito (ma questa è una storia che viene dal 2010).

I carabinieri. Il nucleo ambientale dei carabinieri ha rilevato che nel V lotto c’è da effettuare ulteriori bonifiche per il percolato. Una spesa da 250 mila euro, che chiaramente SIA non possiede, come emerge dai verbali della seduta AGer a cui Metta non ha partecipato.

La maggioranza. Il consorzio Fg4 è composto da 9 comuni. Cerignola ha la maggioranza delle quote con oltre il 40%. In soli tre anni Metta è riuscito a farsi mettere in minoranza da tutti gli altri comuni, che hanno fatto quadrato contro la sua gestione.

Unità  in esubero. Circa un quinto dei dipendenti SIA srl sarebbe in esubero. Lo dice la relazione KPMG ed anche questo contribuisce a non far quadrare i conti. Ma per i lavoratori, qualora dovesse prospettarsi la nascita di una nuova società  o un nuovo assetto, scatterebbe la “”clausola di salvaguardia””, ovvero nessuno rischierebbe il posto.

I conti sballati di Metta. 14 milioni di euro provenienti dalla sottoscrizione dei contratti di tutti i comuni, ma rimarrebbero scoperti ancora 4 milioni di euro. L’impianto di biostabilizzazione, da cui si vorrebbe immettere liquidità , può trattare solo 120 e non 320 tonnellate di rifiuti al giorno. Quindi meno introiti, quindi conti sballati. Quindi SIA comunque al verde.

Il divorzio ed il futuro. Per il momento si tirerà  a campare. L’Ager verificherà  se i comuni e la società  potranno camminare con le proprie gambe, ma l’intervento di Grandaliano, che ha esercitato i poteri sostitutivi, sta ad indicare due cose: il fallimento della gestione Metta, sostanzialmente commissariato e isolato da tutti, e l’incapacità  dei 9 sindaci di fare squadra. I tre comune della BAT vorrebbero autodeterminarsi in nuovo soggetto con una nuova società . Prospettiva a questo punto naturale dopo che i rapporti sono saltati e del Presidente non si fida più nessuno. Quindi sottoscriveranno il contratto e inizieranno a chiedere l’isolamento dal FG4. Contestualmente potrebbero essere assorbiti in altri ARO o ci potrebbe essere una nuova struttura che rifondi SIA dalle radici. La ragione dell’abbandono dei tre sindaci della BAT è molto semplice. Prendono le distanze da Metta che “”per cambiali elettorali, di cui oggi accusa altri, ha impedito tutto questo. Il suo intento era quello di privatizzare l’azienda: lo dica ai sindacati, spieghi che quelle sue scelte conducevano e conducono al baratro””, ha accusato Di Feo, sindaco di Trinitapoli.
Michele Cirulli

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