Ora il M5S a Cerignola deve trovare una classe dirigente

Le elezioni politiche sono state una vera e propria rivoluzione per i partiti, che si sono scontrati con indici di gradimento di gran lunga inferiori alla portata dei movimenti antististema. Non c’è solo il Movimento 5 Stelle, in forte ascesa il 4 marzo ma che in loco ha raccolto poco alle scorse comunali con una lista capeggiata da Francesco Grieco, ma l’attenzione si è poggiata anche sull’amministrazione mettiana, che ha spacchettato il proprio consenso parcellizzandolo su ogni schieramento.

Il primo cittadino di Cerignola non ha fatto mistero di appoggiare Giandiego Gatta e Sergio Silvestris di Forza Italia interrompendo, almeno temporaneamente, quel filo diretto con il governatore Michele Emiliano e l’assessore Leo Di Gioia, i quali sulla forza del civismo hanno fondato un vero e proprio marchio di fabbrica.

Per quanto riguarda l’anima di centrosinistra della coalizione del “”Cambiamento””, il vicesindaco Rino Pezzano, fuoriuscito dal Pd nel 2014, ha invece appoggiato, insieme ai suoi fedelissimi, il candidato democratico alla Camera Michele Bordo, anche in virtù di vecchi rapporti e di una scelta che è parsa quasi obbligata alla luce dell’endorsement berlusconiano di Franco Metta. Così come l’altro transfuga piddino, il presidente del consiglio Leonardo Paparella, si è ritrovato a dover scegliere se appoggiare il centrodestra – come da indicazioni di maggioranza – o battere in ritirata senza fare dichiarazioni di voto esplicite.

Sia Bordo che Gatta e Silvestris, però, nonostante le sponde a Cerignola, non ce l’hanno fatta ad arginare l’ondata di novità  portata in Capitanata dal Movimento 5 Stelle. I candidati Antonio Tasso e Ruggiero Quarto, rispettivamente per Camera e Senato, nonostante le forti polemiche che hanno anticipato il voto, hanno staccato di gran lunga i competitor.
Su Tasso è spuntata una condanna per la masterizzazione di cd rom (provvedimento poi prescritto), e che il pentastellato avrebbe omesso ai vertici grillini; Quarto, invece, sarebbe tra i progettisti dell’impianto eolico offshore di Manfredonia che proprio il Movimento ha osteggiato. Queste accuse, però, non hanno praticamente prodotto alcun effetto sull’andamento del voto. Ed è per questo che il M5S, in loco, dovrà  riorganizzarsi e trovare un candidato autorevole e credibile per le future amministrative del 2020. I due meetup (I pentastellati di Cerignola e I grilli di Cerignola)– tra cui non scorre di certo buon sangue- dovranno fare quadrato ed investire nell’individuazione di una nuova classe dirigente all’altezza se vorranno capitalizzare anche a Cerignola il valore trainante di un simbolo che nell’immaginario comune è interpretato come novità .

Le iniziative non mancano: dallo sportello del microcredito alle raccolte firme ai banchetti informativi, i 5 stelle pur a fatica cercano di ritagliarsi un ruolo nel panorama politico locale. Così come non manca l’appoggio dei vertici regionali del Movimento, con il consigliere Rosa Barone molto presente in zona insieme al suo staff per seguire tutte le evoluzioni dei suoi uomini.

Michele Cirulli

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