Bufera sul M5S e il collegio Cerignola diventa caso nazionale

Non risponde più al telefono, si è reso indisponibile perfino ai vertici del Movimento 5 Stelle che da ieri, dopo una breve interlocuzione telefonica, hanno perso le sue tracce. Antonio Tasso, il candidato pentastellato alla camera nel collegio uninominale Cerignola-Manfredonia, è finito al centro di uno scandalo per aver masterizzato 308 cd per videogiochi e 57 cd musicali: nel 2007 è stato condannato in primo grado e successivamente il procedimento è andato in prescrizione.

Ma l’omissione di quella disavvenuta giudiziaria, taciuta ai big del M5S, ora gli costa caro, perchà© proprio il leader Luigi Di Maio, dopo che il caso ha assunto dimensioni nazionali, lo ha messo alla porta: “”Antonio Tasso si è potuto candidare con il Movimento 5 Stelle perchà© il suo certificato penale è pulito, non ha carichi pendenti e il suo 335 risulta nullo. Pertanto risultava candidabile. Peccato che dieci anni fa Tasso sia stato coinvolto in un processo, perchà© avrebbe masterizzato dei Cd-Rom. Il processo è arrivato solo alla condanna in primo grado e poi è andato in prescrizione. Tasso – ha scritto Di Maio attraverso un post su Facebook – ha accettato la prescrizione prima che esistesse il codice etico del Movimento e prima che esistesse il Movimento stesso. Resta il fatto che non ci ha informati di questo episodio. Per questa ragione è stato segnalato al collegio dei probiviri a cui ho proposto l’espulsione””.

Il punto, in casa grillina, non è tanto l’inciampo legale, superato dal tempo e dalla prescrizione, tanto che sul casellario giudiziale non v’è più alcun riferimento, ma l’aver mentito al Movimento. Ed è per questo che ieri il consigliere regionale Antonella Laricchia, appena venuta fuori la sentenza di condanna, ha telefonato a Tasso per chiedere chiarimenti e acquisire la relativa documentazione. Dopo un primo breve contatto, il candidato è sparito dai radar dei Cinque Stelle. “”Non risponde a nessuno””, spiegano i suoi collaboratori.

“”E’ sparito appena ha letto la notizia sui giornali””, confidano altri attivisti. Il suo volto ed il suo nome hanno fatto il giro dei siti e delle emittenti locali e nazionali. Anche il TgBlu, mercoledì, aveva raccolto la sua posizione e quella dello sfidante Michele Bordo del PD: quest’ultimo lo aveva accusato di “”avere denunce da parte della Guardia di Finanza”” per la contraffazione dei cd. Ed in quelle ore erano iniziati a suonare i primi campanelli d’allarme in casa M5S, con Tasso pronto a difendersi, ma più che altro in solitaria: “”Attacchi di bassa lega””, li aveva definiti in un video. Più freddo invece l’atteggiamento dei suoi sostenitori, tanto che Bordo aveva rincarato la dose: “”A Manfredonia anche i ragazzini lo sanno””. Eppure Di Maio non lo sapeva.

Ed in quella occasione il M5S ancora non era a conoscenza della sentenza che ieri ha cambiato il destino di Tasso e, forse, del collegio Cerignola-Manfredonia. “”Potevamo giocarcela, ma ora si complica tutto””, rivela qualche attivista pentastellato al TgBlu. Proprio da quelle parti i nervi sono saltati a più d’uno, perchà© Antonio Tasso sarebbe stato invitato ad autosospendersi. Risposta? Nulla. Il telefono squilla a vuoto per i vertici nazionali, per quelli regionali e locali. Tasso si è ritirato nel silenzio. Forse – qualcuno dei suoi avanza questa ipotesi – il movimento avrebbe potuto trovare una mediazione migliore con Di Maio, invece di proporre una espulsione tout court dagli elenchi a cinquestelle. In fondo il suo attivismo è sempre stato genuino e al di sopra di ogni sospetto e l’espulsione – immaginano alcuni attivisti di Manfredonia – è un macigno “”troppo pesante per una semplice bugia””. Ma che l’errore venga ad una settimana dal voto non è un dato che i vertici sottovalutano, anzi. E non hanno accolto di buon grado la posizione aventiniana di Tasso. “”E’ una brava persona””, ribadiscono quasi all’unanimità  i più duri e i più morbidi rispetto ai provvedimenti da prendere. In politica, a 7 giorni dall’election day, probabilmente, essere una brava persona non basta.

Il grillino manfredoniano è sparito nel vuoto insieme ai progetti e alla candidatura, che a questo punto rimane in piedi per puro aspetto formale e burocratico, mentre gli altri compagni di avventura quasi prendono le distanze. Da Cerignola, fanno sapere gli attivisti di un meetup, “”abbiamo già  disdetto l’appuntamento previsto per l’ultimo giorno di campagna elettorale””. Tasso è colpevole di aver mentito al Movimento e il Movimento lo condanna senza appello. E da Tasso, dopo tutto questo silenzio e questa parentesi di eremitaggio, ci si aspetta una replica. “”Arriverà “”, promettono i suoi fedeli amici.

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