Così Metta ha finito di sfasciare SIA srl e ha triplicato le tasse

Appena ha vinto le elezioni, nel 2015, Metta ha promesso opposizione al VI lotto di discarica. Una promessa evanescente, perchà© oltre a non poterla rispettare, era del tutto svincolata dalla normalità , visto che il VI lotto era stato già  approvato con l’autorizzazione del 2014.

Quindi i due anni di opposizione, prima che ricambiasse idea e definisse “”strategico”” l’ampliamento di discarica, hanno prodotto soltanto un rallentamento delle procedure e minori introiti a SIA srl. Anzi, da quando Metta è presidente, complice l’esaurimento della discarica e la mancata pianificazione strutturale e industriale, il costo per lo smaltimento dei rifiuti è triplicato.

Rispetto al 2015 i cittadini del Consorzio Fg4 si trovano a pagare circa il triplo: tre anni fa, con il lotto ancora funzionante, il costo per lo smaltimento toccava circa 80 euro a tonnellata; oggi, con il trasporto agli impianti di Grottaglie o Taranto, verso cui la Sia è già  in debito per 4 milioni, si spendono circa 220 euro a tonnellata. A questo si aggiunge che i dipendenti sono stati senza stipendio per oltre 10 giorni e hanno invocato sciopero per il giorno del 15 febbraio, poi rientrato dopo l’appello del commissario dell’AGER Gianfranco Grandaliano.

Inoltre, gli altri otto sindaci del consorzio hanno contestato l’operato di Metta e del consiglio di amministrazione, tanto da richiedere un intervento della regione atto a “”commissariare””, nella sostanza, ulteriori giravolte da parte di Metta pericolose per la tenuta di SIA srl, oggi travolta da debiti che tutti e 9 comuni hanno accumulato. Adesso, da Cerignola ai Reali Siti alla Bat, tutti sono chiamati a firmare il contratto e presentare un piano di rientro che sollevi la società : servono 4 giorni, altrimenti, come ha sostenuto Grandaliano, si passerà  al Piano B.

E tutto va fatto in fretta e furia. E se Metta non avesse fatto inutile opposizione, e non avesse cambiato idea a giorni alterni, e avesse mostrato competenza oltre gli spot che si guarda con i suoi pochi adepti, oggi probabilmente i 300 dipendenti avrebbero gli stipendi in regola, la città  sarebbe più pulita e gli impianti sarebbero già  in costruzione o costruiti. Quando l’incompetenza diventa un danno.

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