Ricca e compatta: la Mafia cerignolana vista dalla DIA

Ricca, compatta e punto di riferimento per determinate attività  illecite. è questo il quadro che emerge dalla relazione al Parlamento sull’attività  della Direzione Investigativa Antimafia relativo al primo semestre 2017. La mafia cerignolana rappresenta un unicum nella provincia di Foggia per coesione e impatto sul territorio perchà©, se nel resto della Capitanata le faide sono all’ordine del giorno, nel centro ofantino i gruppi lavorano “”riducendo al minimo le frizioni e le manifestazioni eclatanti””.

Di seguito la relazione della DIA sulla mafia cerignolana.

Nel basso Tavoliere la realtà  criminale più radicata si conferma quella di Cerignola (in primis dei clan Di Tommaso e i Piarulli-Ferraro) che si impone sul territorio con un consistente numero di affiliati, grazie ai quali riesce a diversificare le attività  illecite da cui attingere risorse. Alla solidità  della mafia cerignolana – le cui dinamiche interne rimangono di difficile esegesi vista la sua impermeabilità  alle attività  di contrasto – hanno sicuramente concorso il superamento delle sanguinose contrapposizioni del passato e la capacità  di assoggettare un vasto tessuto criminale, riducendo al minimo le frizioni e le manifestazioni eclatanti. In questo territorio, poi, la meticolosa organizzazione che caratterizza le attività  illecite, anche quelle di natura predatoria, rende assolutamente difficoltosa la distinzione tra criminalità  comune e quella di tipo mafioso. E’ il caso, infatti, dei furti e delle rapine ai tir, anche fuori regione, dove la scelta delle merci da asportare non risulta casuale, cosa che sottende l’esistenza di un “”sistema”” in cui la mafia di Cerignola si colloca come il fulcro della ricettazione e a cui le bande delle province di Foggia, Bari e BAT tendono a rivolgersi. Ne è un esempio l’operazione Winw&Cheese condotta, nel mese di marzo, dalla Polizia di Stato, che ha svelato l’ennesima alleanza extraregionale tra la criminalità  predatoria cerignolana e quella della provincia di Modena. Tale sinergia ha permesso al gruppo, nel 2015, di consumare diversi furti nelle province emiliane, anche di ingenti quantitativi di prodotti alimentari pregiati, destinati al mercato nero pugliese. Lo stesso dinamismo si riscontra anche nel settore degli stupefacenti, in cui la città  di Cerignola (FG) si conferma snodo cruciale per l’intera regione.
Anche l’area di Orta Nova, Ordona, Carapelle, Stornara e Stornarella risente dell’influenza della criminalità  cerignolana, che si manifesta soprattutto in forme di sinergia criminale tra i gruppi delle diverse cittadine nella ricettazione di autovetture, nei furti ai bancomat e nei traffici di stupefacenti e di armi. L’area del tavoliere è stata, anche nel semestre, al centro dell’attenzione investigativa della D.I.A. Nel mese di febbraio, infatti, la D.I.A. di Bari, unitamente all’Arma dei Carabinieri, ha proceduto al sequestro, nei confronti di due esponenti della criminalità  foggiana, di numerosi beni siti in San Severo, Orta Nova e Ordona, tra cui 11 terreni (per un’estensione di 13 ettari) e numerosi beni mobili e immobili per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro.

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