Si scrive Parlamento, si legge Cerignola: le manovre dei candidati

Ufficializzate le candidature per le elezioni del 4 marzo e anche Cerignola cercherà  di esprimere dei parlamentari, anche se con estrema difficoltà  a causa degli incastri imposti dalla legge elettorale.

Naufragata definitivamente la pista di Giusto Masiello per l’uninominale al Senato, con il gruppo cerignolano dei forzisti che non ha saputo (e non ha avuto il peso di) blindare la proposta dell’imprenditore, tutte le altre candidature devono fare i conti col collegi scomodi o con posizioni di servizio per raccogliere acqua al mulino dei big o dei partiti.
Al posto di Masiello gli azzurri romani hanno scelto Sergio Silvestris di Molfetta, che sfiderà  Elena Gentile.

Dopo le resistenze iniziali, infatti, l’europarlamentare in quota PD sarà  della partita, ma fino all’ultimo non ha trovato conveniente la postazione riservatale da Matteo Renzi nel collegio uninominale del senato: Gentile avrebbe voluto anche un paracadute, che non è arrivato, nel listino bloccato per avere una buona dose di certezza.
Invece dovrà  correre in un collegio impervio, che si allunga fino alle porte della BAT e la sfida è difficilissima, anche se non impossibile per chi ha lavorato per dieci anni da assessore regionale. Da “”Potere al Popolo””, in cui confluisce Rifondazione Comunista, c’è Savino Franzi per un seggio uninominale alla Camera.

Nel proporzionale trovano spazio anche Luigi Pizzolo di Liberi e Uguali e Gianvito Casarella di Fratelli di Italia, entrambe candidature di servizio che però servono più modestamente a mettere bandierine in una realtà  politica in costruzione come quella cerignolana. Pizzolo, fuoriuscito dal PD, dovrebbe essere il perno su cui costruire l’anima di sinistra che andrà  in coppia col PD alle prossime amministrative (o essere contenitore di scontenti dem); Casarella invece dovrebbe ricostruire la destra al di fuori di Franco Metta, mentre Forza Italia consiliare è ormai abbandonata al ruolo di stampella nemmeno occulta dell’amministrazione.
Sulla destra locale si gioca la partita più importante, considerata la crisi profonda del Pd. Non è un caso che pezzi di amministrazione avrebbero voluto esprimere un candidato alternativo a Casarella su cui convergere proprio in Fratelli di Italia, operazione poi bocciata dai piani alti del partito.

Ruolo strategico, ancora una volta, è giocato da Pippo Liscio in quota civici. Il dirigente Asl, accasato nelle liste del ministro Lorenzin, in un’operazione eterodiretta proprio da Emiliano, dovrà  portare voti ai big dello schieramento del centrosinistra foggiano e manfredoniano. La sua postazione è di raccordo tra il mondo della sinistra e quella del civismo, ma la frattura tra i due universi a livello locale sembra insanabile.
Chi invece dal territorio riesce a spuntarla, in posizione comoda, è Iaia Calvio, in rotta con tutta la classe dirigente del PD su cui ora dovrà  sperare per andare a Roma: l’ex sindaco di Orta Nova, sconfitta all’ultimo congresso provinciale di cui non ha mai riconosciuto l’esito, è alle spalle di Michele Bordo alla Camera e dovrà  sperare che quest’ultimo faccia un grande exploit per raggiungere Montecitorio.

Michele Cirulli

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