Ditommaso: “”Ecco il mio PD. Avanti con chi ci vuol stare””

Il momento del Partito Democratico di Cerignola è allarmante. Dopo il congresso di ottobre, che ha incoronato Sabina Ditommaso a capo della formazione di centrosinistra con la vittoria sul duo Gentile-Sgarro, c’è stata una frattura netta. I gentiliani sembrano non aver ancora metabolizzato il tonfo, mentre tra gaffes e aperture (più o meno concrete) il PD sembra sprofondare nella crisi iniziata dopo l’altra brutta sconfitta, quella del 2015.

Per la prima volta Sabina Ditommaso esce allo scoperto e fa il punto della situazione, toccando tutti i temi e analizzando il periodo delicato dei dem.

Apertura alla società  civile, abbattimento dei diktat della Gentile sulla politica locale. Queste le proposte della nuova segreteria. Come mai ora questa esigenza?

Bè, ci siamo ritrovati ad essere anti-Emiliano tout court, senza che fossero dati argomenti validi, così come c’è stata una apertura e poi una chiusura verso il segretario provinciale Piemontese, ancora senza spiegazioni. Noi per molto tempo, com’è noto, ci siamo adeguati a queste posizioni, per tenere unito il partito e per venire fuori con una linea unitaria. Il PD locale era escluso dai rapporti provinciali e regionali. Abbiamo iniziato a porre la questione, senza risposte. Così è maturata la mia candidatura.

Prima di voi Palumbo, Valentino, Pezzano, Disanto, Paparella, Giurato e tanti altri hanno contestato la stessa mala gestio. Ma siete stati fedeli a Gentile, condannando all’uscita o alla marginalità  le minoranze. Cosa è cambiato?

Abbiamo portato all’interno del partito la questione del mancato coinvolgimento. Non ci piaceva che la linea politica fosse indicata e non discussa. Cosa è cambiato? Sicuramente dopo la sconfitta alle amministrative del 2015 c’è stato un peggioramento della situazione. Il ballottaggio è stato gestito in piena autonomia da Sgarro e Gentile, come anche l’Oasi di Claire o la scelta delle alleanze. A questo non è mai corrisposto una presa di responsabilità , anzi. Hanno continuato a non coinvolgere, più di prima.

Quindi vuole dire che i malumori sono ancora più diffusi rispetto a prima?

La matematica non è un’opinione. La nostra corrente aveva un certo numero di tessere, non sufficienti per vincere su Sgarro e Gentile. Quindi significa che i gentiliani hanno votato per noi, lo dicono i numeri ed è un dato che è stato sottovalutato, quest’ultimo. Poi abbiamo cercato mediazioni, fino a proporre a Sgarro di entrare in segreteria, ma ha rifiutato.

Il gentiliano, da parte sua, ha valutato la proposta non equa. Ma il punto è un altro: rincorrere ancora chi risponde sempre picche vuol dire che non ci sono personalità  da cui ripartire?

Al contrario, ce ne sono tante. Noi abbiamo fatto i tentativi per tenere unito il Pd, ma ora andiamo avanti per la nostra strada, con chi ci vuole stare. Possiamo contare sulla forza di un forte gruppo, un mix tra giovani e personalità  di esperienza. Ed è proprio sul gruppo che ripartiamo, dopo che c’è stato un accentramento su Sgarro.

A proposito, come sono i rapporti con Sgarro?

Mi ha fatto gli auguri quando ho vinto, abbiamo parlato qualche altra volta nel partito.

Nell’ultimo consiglio Sgarro ha cambiato posto, ha preso le distanze dai consiglieri piddini che l’hanno battuto.

Lo reputo un gesto molto infantile.

E con la Gentile come va?

Non mi parla da quando ho palesato la volontà  di candidarmi

Sembra di capire che si sia sfaldata una intera forza politica.

Se avessimo perso non avremmo mai fatto ciò che gli altri stanno facendo ora. Nei congressi si vince e si perde. Abbiamo proposto continuità  con quanto fatto fino ad ora, ma sicuramente con metodi diversi e partecipati. La nostra non sarà  rivoluzione, ma cambio di certe prassi.

I gentiliani vi contestano un mancato rinnovamento in segreteria e in coordinamento.

Mah, è quasi interamente lo stesso coordinamento che c’era con Sgarro. Prima andava bene e ora no? In più abbiamo aperto all’area Orlando, che era stata messa ai margini.

Se Gentile dovesse candidarsi al Parlamento, che posizione avrete?

La appoggeremo, come appoggeremo e abbiamo appoggiato ogni candidato cerignolano che si è misurato con le competizioni elettorali. Questo lo dico a beneficio di chi, invece, alle scorse regionali ha sostenuto Piemontese e non Michele Longo, salvo poi iniziare a fare guerra a Piemontese.

“”Con Metta mai””. La linea rimane la stessa anche in consiglio?

Certo. è impensabile poter accogliere pezzi di questo civismo e di questa esperienza amministrativa che stiamo combattendo. Su questo non ci sono mai stati dubbi, anzi.

E con Leo Di Gioia e Pippo Liscio, che è stato con voi nel 2015?

Assolutamente no. Pippo Liscio è in coalizione con Metta in questo progetto civico di Capitanata, non è un nostro interlocutore. I nostri interlocutori non sono lì, non ha senso interloquire con chi ha fatto scelto diverse e contrastanti.

I gentiliani vi accusano di essere eterodiretti da Bari e Foggia.

Miopia politica. Non c’è alcuna regia esterna o alcuna influenza sul nostro circolo. Apriremo le porte del PD agli iscritti, ai tanti che si stanno riavvicinando e che abbiamo perso anche dopo il 2015, a tutto il popolo di centrosinistra. è un compito difficile, perchà© l’antipolitica così diffusa non permette ai partiti di aggregare molto, ma sarà  questa la nostra strada.

E per le prossime amministrative?

è presto, ma una cosa la posso dire: si spezza quell’automatismo, com’è successo fino ad ora, secondo cui il segretario diventa anche candidato sindaco della coalizione. Abbiamo tante personalità  su cui contare.

Argomento tabù nel Pd degli ultimi 10 anni è stata la sanità . Cosa pensate del depotenziamento, anche se non sulla carta, del Tatarella?

Non ci sarà  depotenziamento e combatteremo fino alla fine per salvare il nostro ospedale. Già  ora si stanno facendo concorsi e arrivano nuovi infermieri. Siamo fiduciosi perchà© il nostro ospedale mantenga standard di qualità  elevati.

Sappiamo che Gentile non ha preso bene la sconfitta. Se l’avesse di fronte, cosa le direbbe?

Che a prescindere da questo o quell’attore politico, e a prescindere dai singoli soggetti, bisogna pensare al bene del centrosinistra e del partito. Ecco cosa le direi.
Michele Cirulli

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