Agrario, il TAR non concede la sospensiva: a giudizio entro Natale?

Il TAR non concede la sospensiva per l’annullamento della delibera con la quale si alienano i terreni della scuola agraria, ma si esprimerà  nel breve periodo mettendo un punto finale ad una questione che si trascina dall’estate scorsa e ha toccato picchi di forte polemica tra mondo scolastico, associazionismo e amministrazione comunale.

Al centro della controversia è la delibera 55 del 25 luglio 2017 che ha reso possibile l’alienazione dei suoli dell’Istituto Agrario su cui verranno costruiti un palazzetto dello sport e, tramite permuta di aree, un nuovo centro commerciale dove oggi esistono colture e si svolgono attività  didattiche del “”Pavoncelli””.
Il pronunciamento del tribunale amministrativo di Bari dovrebbe dunque giungere già  prima di Natale ed in quella occasione si farà  luce anche sul tema che più ha inasprito gli animi delle controparti e che riguarda la proprietà  dei campi dell’istituto agrario di Cerignola. A promuovere il ricorso al TAR è stata l’associazione Apulia Mater, in loco rappresentata da Gerardo Amato, nata con lo scopo di tutelare il patrimonio storico ed artistico del centro ofantino.
“”Il comune di Cerignola – scrive l’avvocato Luigi Volpe, che per conto della onlus segue il ricorso – è parso non rendersi conto che la predetta area non solo non era in sua proprietà , e neppure è parso rendersi conto che su detta area da gran tempo, ultrasecolare, insiste un vincolo di destinazione funzionale in favore dell’istituto tecnico Agrario Pavoncelli, sia per le necessità  didattiche che per le opportunità  di ricerca e produttive””.
L’unico immobile di cui il Comune di Cerignola è proprietario, riferisce Volpe, è l’edificio che funge da scuola, che fu acquistato dall’ente nel 1889, mentre i terreni rimarrebbero nella disponibilità  dell’Istituto fondato sul lascito di Anna Maria Raffaella Manfredi, vedova Pignatari. Nonostante gli stop imposti anche alla provincia di Foggia, che a maggio scorso ha diffidato il comune “”a non intraprendere azioni in aperta violazione della normativa e dello stipulato atto di convenzione””, la gara è andata a termine ed è stata aggiudicata dalla ditta Golden Planning di Noci, tra l’altro unica partecipante. Al ricorso si arriva dopo l’ondata di polemiche e le oltre 9000 firme raccolte contro l’alienazione dei terreni.
Volpe, legale di Apulia Mater, contesta “”l’eccesso di potere per totale erroneità  dei presupposti””, oltre che “”la violazione della convenzione sottoscritta tra il Comune di Cerignola e l’ente Provincia”” e alla violazione dei vincoli paesaggistici verificatisi con “”omessa motivazione””, “”arbitrarietà  “” e “”illogicità “”. Da Palazzo di Città  la replica è pronta e sarà  al vaglio dei giudici amministrativi: l’associazione Apulia Mater, in quanto non rappresentativa del territorio (vi sarebbero poco più di 10 iscritti) e non radicata nel tessuto cittadino (è nata appena un mese fa) non avrebbe diritto e titolarità  ad accedere alla misura del ricorso al TAR.

Michele Cirulli

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