Una vita diversa, l’ultimo libro del cerignolano Felice Pestilli

Fra i motori di un’esistenza ricca e appagante, c’è sicuramente la passione, declinabile in numerose possibili declinazioni. Una forza prorompente che si sprigiona dall’interno e che spinge a superare difficoltà  e apparenti limitazioni. E di passione verso la letteratura il concittadino Felice Pestilli, classe 1939, ne ha ancora da vendere, considerando la sua ricca produzione libraria e l’ampio respiro che avvolge il suo ultimo romanzo, edito da Matarrese Editore.

Una vita diversa, fluviale nella sua estensione, è stato pubblicato verso la fine di settembre, e testimonia l’amore per la scrittura che nutre ancora l’animo di questo pacato professore di lettere a riposo a lungo in servizio presso l’Istituto commerciale D. Alighieri di Cerignola, e in vari istituti secondari superiori fra Foggia e Lavello.
“”La passione per la scrittura, l’atto dello scrivere in sà©, è stata la costante della mia vita, insieme alla riflessione religiosa, che è passata da un iniziale adesione semplice ad una più meditata, grazie allo studio e alla lettura””, dichiara ad una nostra domanda.

Un romanzo che mescola linguaggi e generi, quello del professor Pestilli, anche in virtù della caratterizzazione dei protagonisti, alle prese con un appuntamento con la vita che in tanti hanno attraversato, con fortune varie e alterne : il naufragio di un matrimonio, iniziato sotto una buona stessa e deflagrato per via della crescita interiore dei due coniugi al centro della narrazione. Al registro narrativo si mescolano inserti di carattere giornalistico, così come a passaggi giocosi e sconfinanti nel comico subentrano momenti struggenti e malinconici.

Tutto inizia con una scena ambientata in una Bari invernale negli anni ’30. Due giovani della buona società  barese, Giorgia e Maurizio, cedono ai loro sentimenti, nonostante profonde divergenze. La ragazza è in attesa di espandere le proprie ali sul mondo, dopo un’educazione rigida e austera impartitale da una famiglia matriarcale composta da madre, zia e nonna, improntata sul culto del decoro e della prospettiva matrimoniale. Maurizio è arrovellato da un conflitto spirituale che lo porta ad abiurare la propria fede religiosa e ad erigere un muro fra sà© e la società  in cui è vissuto, chiudendosi in un isolamento al quale porrà  rimedio anni dopo.

Dopo un periodo idilliaco, la crisi giunge a turbare un quadretto familiare allietato nello svolgersi del tempo dalla nascita di una bambina. La ricerca dell’indipendenza, per troppo tempo rimandata, porta Giorgia a separarsi dal marito, che nel frattempo ha intrapreso la carriera giornalistica.

Ma anche le macerie di un rapporto di coppia finito male possono riservare risvolti aperti alla speranza. Giorgia ritroverà  dopo la delusione del lento esaurissi della vena affettiva del suo matrimonio il piacere di poter compiere scelte libere e la soddisfazione nel campo professionale, mentre Maurizio, durante una sosta forzata in un monastero del Nord Italia, sentirà  nuovamente il suo cuore aprirsi alla consolazione divina, premessa indispensabile per ritornare ad occuparsi con pienezza paterna del frutto del suo amore infranto.

Il romanzo di Felice Pestilli, nel dipanarsi cronologico degli eventi, potrà  costituire un mezzo per valutare e ricostruire i grandi cambiamenti di mentalità  e antropologici che hanno coinvolto le donne pugliesi negli anni cruciali del passaggio epocale consumatosi negli anni ’60, e al contempo stesso è l’occasione per approcciarsi all’opera di uno scrittore cerignolano dagli interessi vasti e diversi, rappresentati dalla poesia e dalla trattazione sociologica.
Enrico Frasca

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