Metta-Pinocchio: le prove di quando si aprì SIA ai privati

Nel consiglio comunale tenutosi ieri, Franco Metta, sindaco di Cerignola e presidente del Consorzio di Bacino Fg4, ha accusato i consiglieri di opposizioni di essere ignoranti poichà© leggono Marchiodoc.it, che a suo dire disinforma. Il punto su cui il cicognino ha perso le staffe riguarda un passaggio avvenuto l’anno scorso, quando vi è stata l’apertura di SIA nei confronti dei privati per la costruzione del sesto lotto di discarica.

Metta nega qualsiasi apertura ai privati (nel caso specifico Bonassisa e Biancofiore, rispettivamente denunciato a piede libero e arrestato per induzione alla corruzione per la nota storia del pacco di biscotti da 20 mila euro).

è vero ciò che dice il sindaco? Ovviamente no. Con la delibera del consorzio del 4 ottobre 2016 illustra quanto segue: la SIA srl rimane pubblica, ma a gestirla può essere il privato. E per questo Metta “”propone all’assemblea (dei sindaci, ndr) di prendere atto della proposta”” e che dopo la valutazione positiva del Cda i soci saranno chiamati ad esprimersi sul progetto di finanza di Bonassisa e Biancofiore.

Ma che il progetto di finanza presentato da Biancofiore e Bonassisa non fosse lettera morta, lo dimostra anche lo stesso sindaco quando, in un’intervista a Repubblica, spiegando la dinamica del famoso pacco di Natale, dice testualmente: “”il 14 dicembre (Bonassisa, ndr) sarebbe stato ricevuto in Comune per presentare un progetto di finanza legato alla realizzazione del VI lotto di discarica””. Ma se non voleva dare nulla ai privati, a che serviva quell’incontro, visto che tra l’altro gli altri sindaci non si erano ancora espressi per suo volere? Poi il resto è cronaca. La storia è andata come sappiamo, con Metta che giustamente ha denunciato i due imprenditori per il tentativo di corruzione, come riconosciuto dal Gip.

Di seguito lo stralcio che dimostra la chiara apertura ai privati e la volontà  esplicita di dare un nuovo assetto a SIA, in due “”divisioni””. Che Metta, non si sa perchà©, nega.

E dice, da anni, di non leggere Marchiodoc.it.

Forse perchà© chi legge Marchiodoc.it corre il rischio di capire sempre qualcosa in più su quello che succede.
La delibera (Reg. n° 53 del 4 ottobre 2016. Prot. N. 794 dell’11 ottobre 2016)

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