Nervi tesi nel PD: botta e risposta Ditommaso-Sgarro

è ad alta tensione la fase 2 del Partito Democratico di Cerignola, che nel congresso del 21 ottobre corso è passato dalla gestione pluriennale Gentile-Sgarro alla nuova leadership Ditommaso-Dalessandro-Giordano. Lo scarto di appena 19 voti tra i due candidati, significativo da un punto di vista politico ma quasi impercettibile da un punto di vista numerico, contribuisce a creare un clima da “”torcida”” dalle parti di via Mameli, dove i due tronconi con ogni probabilità  continueranno a darsi battaglie anche ad urne chiuse.

La nuova segretaria ha chiesto all’uscente Tommaso Sgarro di far parte della nuova segreteria ancora in fase di composizione: dall’altra parte la risposta è stata negativa, con una netta chiusura ad ogni possibilità  di ricompattare il partito.

“”Non c’è un discorso politico alla base, ed è proprio la politica a mancare in questa fase. è giusto che Ditommaso si assuma la responsabilità  di guidare il partito e fare delle scelte. Aspetto il suo discorso di insediamento- spiega Sgarro- anche per capire cosa intenda per nuove e larghe alleanze, visto che già  nel 2015 le nostre alleanze hanno guardato al civismo puro. Inoltre vorrei capire cosa significhi uscire dall’isolamento a livello regionale, atteso che il presidente della Regione ha come interlocutore lo stesso Metta che oggi noi combattiamo. Credo che questo congresso abbia compromesso anche la linea di opposizione cittadina””, accusa l’ex segretario democratico.
Dunque, corrente gentiliana rimane sul piede di guerra: “”Saremo critici all’interno del PD, la maggioranza è molto relativa. Nessuno può esultare: la compattezza del partito ormai è compromessa ed il 21 ottobre è stato giorno di lutto, chiunque avesse vinto””, prosegue Sgarro. Gentile e Calvio hanno inviato un ricorso a Roma per annullare la vittoria di Lia Azzarone, solo che gli effetti di quella contestazione, se accolti, potrebbero discendere a cascata anche su Cerignola, dove il congresso, per ammissione di entrambi i candidati, è stato “”regolare””.

Il cima è rovente. Sabina Ditommaso non si tira indietro: “”Il rifiuto di Tommaso Sgarro ad entrare in segreteria è strumentale: il progetto politico del mio mandato affonda le sue radici proprio nel progetto di coalizione del 2015 che lo vedeva candidato sindaco. La mia candidatura nasce proprio dall’impossibilità  dell’area Gentile-Sgarro di riunire, come accaduto alle ultime elezioni, queste forze politiche””. Poi detta la linea sul tema alleanze: “”Non è prevista alcuna apertura a chi governa con Metta, a cui faremo opposizione in modo ancora più duro di quanto fatto fino ad oggi. E che Metta abbia rapporti istituzionali con il Presidente Emiliano è la normalità , l’anormalità  è non averli avuti noi dato che il Presidente è un dirigente nazionale del nostro Partito. Questo non cambia di una virgola la critica interna alla mozione Emiliano, nessun consigliere ha cambiato area””.
Lo scontro è all’interno dei renziani di Cerignola: “”Appare evidente come, nella provincia di Foggia, non abbia perso l’area Renzi ma l’area Gentile e che nessuno può ritenersi titolare di una linea politica per concessione diretta””, conclude il neo segretario che sul tema provinciale accusa il duo Gentile-Calvio di aver “”sbagliato linea puntando su questioni burocratiche anzichà© politiche””.

Michele Cirulli

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