Immigrati a B.go Libertà ? No, sì. Le esilaranti giravolte di Frisani, Pezzano e Metta

Solo gli stupidi non cambiano mai idea. Cambiarla sistematicamente, però, qualcosa vorrà  pur dirla e non necessariamente si può avere la fortuna di imbattersi in geniali interlocutori. Quando nel 2013 si pensò di costruire a Borgo Libertà  “”Casa Sollievo dell’Immigrato””, ossia un punto di ristoro – e non certo uno SPRAR- per 8 immigrati, Pezzano, Metta, Frisani e tutta l’allora Cicogna alzò gli scudi.

Le loro osservazioni, che nulla avevano a che fare con razzismo o opposizione a priori, erano pertinenti.

In quelle condizioni si sarebbe trattato di ghettizzazione e non di accoglienza: a 18 km di distanza dal centro abitato, con le pattuglie di polizia e carabinieri che passano una tantum, senza servizi, con la strada disconnessa, aprire un centro di ristoro avrebbe voluto significare lavarsi la coscienza e creare ulteriori disagi ai residenti e agli ospiti. Discorso peraltro condivisibile. Oggi quelle parole risultano palle. Perchà© lì Metta, Pezzano, Frisani e tutta la Cicogna allora contrari ci costruiscono uno SPRAR (un altro presso la ex scuola di infermieri: questo sacrosanto, nel cuore della città , con una integrazione reale). Non un punto ristoro, ma un vero e proprio ricovero permanente per immigrati.

“”Nella piccola borgata non è presente nessun organo di vigilanza, nessun presidio sanitario, nessuna farmacia; niente di niente””, spiegava Frisani facendosi portavoce dei cittadini. Oggi? Ci sarà  lo SPRAR senza farmacia, con strade dissestate e inibite al traffico e senza presidi sanitari e senza forze dell’ordine. Inoltre la delibera con la quale si candidano al ministero i due SPRAR è passata sotto silenzio. Sui social l’assessore alle politiche sociali Rino Pezzano rifletteva “”sui grandi risultati raggiunti dal Terzo Settore nell’ultimo anno”” dimenticando però di citare ciò che avversava tre anni fa e che oggi, improvvisamente, non solo approva ma incrementa l’offerta. Eppure nel 2013 scriveva: “”Immaginare che principi cardine del vivere civile quali l’accoglienza e l’integrazione possano realizzarsi in un’area derelitta ed abbandonata come Borgo Libertà  è quanto di più incosciente e sconsiderato un’amministrazione possa concepire””. La delibera con cui si candidano gli SPRAR è proprio del settore servizi sociali, che oggi gestisce. Sono cambiate le condizioni al Borgo? No, anzi sono peggiorate.

Anche Leonardo Paparella, ai tempi nel PD, si astenne dalla votazione nonostante il voto favorevole dei suoi ex compagni, segnando un passo verso la cicogna e uno lontano dai dem. Franco Metta, allora oppositore, faceva notare nel 2013: “”E’ contraddittorio, oltre che poco intelligente, circondare la Torre Alemanna, ristrutturata con milioni di euro e naturalmente destinata (anche se i nostri Amministratori non sanno proprio utilizzarla) a polo culturale e turistico, con un alloggio per cittadini extracomunitari””. Cosa fa dunque la sua amministrazione contestualmente alla costruzione degli SPRAR? è presto detto. “”Abbiamo inaugurato il Centro Incoming Turistico Giovanile, si è assegnata la gara ai vincitori del bando per la gestione dell’intero complesso della Torre”” per creare un “”polo turistico di rilievo capace di poter ospitare flussi di turisti provenienti da ogni parte””. Chi lo ha detto? Lo stesso Franco Metta. “”Contraddittorio e poco intelligente””. Ipse dixit.

A dare l’ufficialità  sarà  il Ministero, acquisito il progetto della cooperativa IRIS di Manfredonia. Un segno di civiltà , questo è fuor di dubbio. Ma con una borgata abbandonata il rischio è alto. Lo dicevano proprio loro, gli oppositori oggi al governo, prima di salire al potere, contestando chi avrebbe voluto dare ristoro ai richiedenti asilo e non di certo vitto e alloggio, come succederà  in caso di valutazione positiva del progetto. Ricapitolando: un senso ed una efficacia lo SPRAR dell’ex scuola infermieri ce l’ha eccome, diversamente dal “”nuovo ghetto”” di Borgo Libertà . Ma non svegliate le opposizioni.
Michele Cirulli

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