A rilento la raccolta dei rifiuti, SIA senza fidejussioni

Andrà  a rilento la raccolta dei rifiuti nei comuni che aderiscono al Consorzio di Bacino FG4 (Cerignola, Stornara, Stornarella, Orta Nova, Carapelle, Margherita di Savoia, Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia) dopo che la Regione Puglia ha diffidato e sospeso le attività  di gestione della SIA srl revocando per trenta giorni l’autorizzazione all’esercizio in seguito alla scopertura delle fidejussioni lasciate presso gli uffici regionali.

La società  finanziaria che per conto di SIA si era fatta carico di dare garanzia economica a Bari, infatti, sarebbe fallita e questo ha comportato uno stop forzato di un mese. C’è dunque l’impossibilità , da parte della società  in house, di poter biostabilizzare i rifiuti dopo il blocco imposto dalla Regione ed è per questo che per il trattamento si stanno utilizzando gli impianti di AMIU nel capoluogo dauno.

Lo spostamento verso le strutture foggiane, dunque, imporrà  naturali conseguenze e ritardi nella raccolta dei rifiuti, tanto che ad esempio il sindaco di Stornara, Rocco Calamita, corre ai ripari intravedendo una possibile emergenza nelle vie della sua città : “”Il servizio di raccolta rifiuti subirà  dei rallentamenti per cause non imputabili alla nostra volontà . Pertanto tutta la cittadinanza è invitata a non conferire i rifiuti in caso di cassonetti già  pieni, evitando il conferimento a bordo strada””.

I vertici della società , pur contattati, non intendono fornire spiegazioni su quali strategie stiano mettendo in campo per uscire dall’impasse e scongiurare l’emergenza rifiuti nelle strade dei nove comuni. Il nuovo amministratore Nicola Iungo, subentrato all’ex dg Michele Centola e che da subito si è trincerato nel no comment, dovrà  dunque cercare in tempi stretti nuove garanzie da esibire in Regione per il funzionamento degli impianti. Nel frattempo la Regione Puglia sta assumendo un ruolo strategico all’interno della gestione della SIA srl, così come richiesto dai comuni della BAT in aperta polemica con il presidente del consorzio Metta ed oggi in atteggiamenti più morbidi dopo che la palla è passata nelle mani del commissario Gianfranco Grandaliano, che ha garantito appoggio al consorzio nell’ottica di un salvataggio disperato dell’azienda che conta circa 300 dipendenti.
Il tutto avviene mentre la settimana scorsa la Cassazione ha emanato una storica sentenza con la quale, accogliendo il ricorso di un albergatore napoletano, ha stabilito che la Tarsu potrà  essere ridotta anche per somme pari al 40% del totale qualora si verificasse una situazione di prolungata emergenza rifiuti. Come in tutta Italia, anche nel Consorzio si temono eventuali class action o richieste di risarcimento “”per il fatto obiettivo che il servizio istituito non venga poi erogato secondo le prescritte modalità “”. Un appunto, quest’ultimo, che in maniera diversa è stato il punto di rottura, ad esempio, tra Orta Nova e Cerignola o i comuni della BAT. Difficile pensare che i sindaci, soci del consorzio, possano mettere in campo espedienti legali in questo senso, ma non è escluso che possano farlo aziende o privati cittadini qualora l’emergenza dovesse acuirsi.

Michele Cirulli

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