L’ultima frontiera dell’estorsione made in Cerignola: il cavallo di ritorno per le targhe

“”Ti hanno rubato la targa, se mi dai 50 euro te la riporto io””. Suonano al citofono e informano le vittime proponendosi come intermediari; molto spesso la trattativa è diretta, perchà© a rubare le targhe dell’automobile sono proprio loro, che dopo aver asportato la placca metallica si recano personalmente a casa dei derubati. Cinquanta euro è il prezzo standard, ma non è detto che non si possa scendere anche a venti o tre euro di compenso.

Cerignola battezza un nuovo business criminale che sembra non avere eguali in Italia: il cavallo di ritorno delle targhe automobilistiche. è da circa un anno che piccole batterie, con ogni probabilità  costituite da under 25, fanno razzia di combinazioni alfanumeriche e provano ad alzare modesti gruzzoletti attraverso estorsioni mascherate ricalcando.
Le somme guadagnate servono un po’ per le spese di tutti i giorni, la maggior parte invece per i vizi e per rifornirsi di droga. Eppure succede puntualmente, ad ogni ora del giorno, perchà© la richiesta effettuata è assai risicata rispetto a quanto si dovrà  impiegare per denunciare lo smarrimento e provvedere, per il tramite della motorizzazione, alla sostituzione della targa. Per questo al momento presso il commissariato di polizia di Cerignola le denunce scarseggiano: “”Ne abbiamo preso uno un anno fa, era un ragazzo che si occupava di furti di targhe.
Se il fenomeno è così diffuso, lo stesso però non si può dire per le denunce. Il mio appello è quello di allertare sempre e comunque le forze dell’ordine e non rendersi complici alimentando questo sistema. Se tutti pagano, anche piccole somme, allora questi ladri saranno sempre agevolati. E non può passare l’idea che “”conviene””, perchà© a questo punto potrebbe convenire tutto, ma vivremmo solo in uno stato di illegalità  diffusa””, commenta il vicequestore aggiunto Loreta Colasuonno.
La richiesta di denaro per la placca metallica è tarata su un semplice ragionamento: denunciare il furto alle autorità  competenti e recarsi in un centro di pratiche automobilistiche che attraverso la motorizzazione si occuperà  dell’emissione della nuova targa e del suo duplicato, potrebbe costare molto in termini di tempo e di denaro. Da un punto di vista economico, difatti, l’importo da sostenere si aggira tra 150 e 200 euro. Per certi versi, in un controverso meccanismo psicologico, cedere all’estorsione può risultare “”conveniente””. Il cavallo di ritorno delle targhe, a Cerignola, è un fenomeno di recente nascita perch੠– informano dal commissariato di polizia- è da circa un anno che piccole batterie di ragazzi appena maggiorenni girovagano nelle vie della città  in cerca delle loro vittime.
All’inizio si è trattato di casi isolati, per lo più tossicodipendenti bisognosi di reperire denaro; oggi, invece, il business sembra avere una portata più diffusa, assumendo i connotati dell’anticamera del cavallo di ritorno di automobili. è difficile – o quasi impossibile- tracciare una stima dei furti registrati fino ad oggi, proprio perchà© nella quasi totalità  dei casi le forze dell’ordine rimangono all’oscuro del reato. Per quanto riguarda il furto di targhe e la relativa estorsione, l’omessa denuncia è quasi automatica. Per i malviventi il rischio, dunque, è minimo; il profitto, invece, no.

Michele Cirulli

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