FOTO | Di Vittorio ieri e oggi, il murales rivedrà  la luce

Tutti all’unisono per riportare la figura di Giuseppe Di Vittorio al centro del dibattito pubblico, istituzioni e attori sociali e culturali di Cerignola. E’ quanto promette e assicura l’Assessore alle Politiche Sociali Rino Pezzano, riguardo alla messa in sicurezza del murales dedicato a Peppino, avviata il 6 luglio.

“”E’ un progetto che spalanca le porte a chiunque vuole far parte di questo percorso storico. Siamo un sistema di istituzioni che vanno tutte nella stessa direzione””, afferma soddisfatto.
A suggello delle parole del vice sindaco, giungono anche le conferme da parte di Francesco Miglio, presidente della provincia di Foggia, e di Raffaele Piemontese, Assessore regionale al Bilancio, entrambi coinvolti nella realizzazione anche dal punto di vista economico, con uno stanziamento da parte della Regione Puglia di 75.000 euro. Ad accompagnare l’opera sul piano dell’animazione culturale, presso le scuole attraverso una serie di incontri e convegni, ci penserà  un ricco partenariato composto da Oltre Babele, le cooperative Pietra di Scarto e Alter Eco, la Pro Loco e Casa Di Vittorio, oltre alle sezioni locali delle sigle sindacali. Programma già  entrato in azione, nell’ambito dei Campi Estivi di Libera Cerignola e che culmineranno, nella seconda settimana di luglio, con la tappa del Festival dell’Impegno Civile di Caserta, che sarà  ospitata presso il terreno confiscato alla mafia gestito da Alter Eco ribattezzato Terra Aut, e seguita dalla pubblica proiezione del docufilm di Daniele Vicari Sole cuore amore nella piazza antistante il Teatro Mercadante.

Il Murales, opera dell’artista Ettore De Conciliis, autore noto anche per l’analoga installazione dedicata alla strage di Portella Della Ginestra ubicata a Piana degli Albanesi, ha avuto una lunga storia travagliata e complessa. Espressione della volontà  celebrativa del Centro Di Atte popolare nel lontano 1973, fu presentato alla cittadinanza nel 1975, localizzato presso Piazza Della Repubblica. Rimase presto vittima della violenza insensata di atti vandalici, che ricevettero un’ampia eco mediatica all’epoca dei fatti. Successivamente, sul finire degli anni ’80, l’amministrazione in carica decise, con fare discutibile, di smantellare a colpi di martello il murales in quattro pannelli, allocandoli prima in un deposito della Sia, in mezzo a sporcizia e rifiuti, e successivamente nell’ex Liceo Classico, dove rimase a lungo. Nel frattempo fioccarono le proteste popolari e di intellettuali preoccupati dal triste destino, fra cui si ricordano gli studi di fattibilità  del restauro elaborati da Gianni Rinaldi, ma caduti nel dimenticatoio.
Poi, ad un certo punto, nel 2012, l’architetto Paolo Gallo, con un pool di esperti, presentò il bando presso la Regione con l’obiettivo di sottoporre i frammenti al restauro. Dopo anni di stallo dovuti alle farraginosità  burocratiche, anche grazie alla vittoria di un ricorso, nel 2016 la Regione sblocca i lavori, mentre a Cerignola la Giunta municipale decreta l’avvio, con la Delibera del 23 dicembre 2016. Attualmente gli addetti ai lavori, capitanati dall’architetto Gallo e dal restauratore Francesco Daddario, sono impegnati nei lavori di bonifica dalle incrostazioni fangose e dai residui di amianto, ai quali seguirà  la ricomposizione dell’originario formato, all’interno del capannone di Dimmito Costruzioni, sito nella zona industriale al km 4.
Ad essi è rivolto l’accorato appello di De Conciliis, che chiede di operare nel massimo rispetto delle forme da lui disegnate, chiedendo addirittura di rendere ben visibili i segni dei colpi di fucile inflitti dai balordi e anche le “”cicatrici”” perpetrate dagli scriteriati autori della frammentazione che diede iniziò al periodo di oscurità  del murales. Sia Paolo Galli che Francesco Daddario si dichiarano fiduciosi nella possibilità  di salvare fino al 95 per cento dell’opera.

Cerignola riesce a strappare a Pino Gesmundo, segretario regionale della creatura divittoriana della Cgil, la solenne promessa della presenza del Segretario confederale Susanna Camusso, il giorno della ricollocazione del murales, nel punto di congiunzione delle tre arterie urbane principali, posto fra via Fr.lli Rosselli, via Bologna e la Consolare, che avverrà  il 3 novembre 2017, nel corso delle celebrazioni per il sessantennale della scomparsa di Giuseppe Di Vittorio, stroncato a Lecco da un attacco cardiaco poco prima di pronunciare un discorso ai suoi amati lavoratori. “”Cerignola è il simbolo della rivalsa del popolo. Di Vittorio è stato un uomo istituzionale, che ha messo a disposizione la sua esperienza sindacale al suo Paese. Ha impregnato la Costituzione dei temi del lavoro come principio di coesistenza civile””, tuona per il trasporto emotivo Gesmundo di fronte ai nostri microfoni.

Non resta che aspettare il fatidico 3 novembre venturo, nell’augurio, condiviso da tutti i protagonisti dell’impresa, che le nuove generazioni possano trarre dalla visione del volto del loro illustre concittadino nuova linfa per alimentare i loro sforzi nella difesa dei diritti messi a repentaglio dalle congiunture sfavorevoli del mercato del lavoro odierno.
Enrico Frasca

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