Non solo depuratore sequestrato, le indagini si spostano in zona industriale

Potrebbe allargarsi l’inchiesta sul depuratore dopo i sigilli che il Noe di Bari, insieme al comando dei carabinieri di Cerignola, ha apposto in zona San Lorenzo in seguito alle denunce dei cittadini che da anni, soprattutto nelle ore serali, convivono con cattivi odori che ammorbano quasi tutti i quartieri della città .

Martedì i militari hanno concesso la facoltà  d’uso dell’impianto sequestrato e ne hanno cristallizzato le criticità , a cui andrà  posto rimedio nei prossimi 180 giorni, a fronte dei 12-18 mesi preventivati da Acquedotto Pugliese per l’ultimazione dei lavori di ammodernamento del depuratore di acque reflue comunali.
Quattro al momento gli indagati, tra cui anche il sindaco pro tempore di Cerignola, Franco Metta, massima carica cittadina in fatto di salute e ambiente. Il “”tilt”” del depuratore è dipeso, tra le altre cose, anche da interi comparti dell’impianto letteralmente in disuso, come il digestore primario che permette la lavorazione e la mineralizzazione dei fanghi. Da qui, dunque, cattivi odori e quelle che i militari hanno bollato come vere e proprie “”molestie olfattive””, che anche con i sigilli, nella notte di ieri, hanno continuato a invadere la città .

Il mancato funzionamento di parti fondamentali del depuratore ha fatto in modo che fossero superate le soglie massime di tolleranza di azoto, fosforo e solidi sospesi. Dalla sede centrale di Acquedotto Pugliese informano che i lavori di adeguamento termineranno ad ottobre 2018, ma in virtù di quanto disposto dal GIP del Tribunale di Foggia Marco Ferrucci sarà  data precedenza a tutte quelle operazioni che limitino le emissioni odorigene: “”La tabella di marcia non subirà  variazioni nella tempistica, ma nella priorità  degli interventi””, riferiscono da Aqp.
“”Le ispezioni presso l’impianto da parte dei Carabinieri nonchà© dell’Arpa sono partite dal mese di febbraio dello scorso anno, mentre le attestazioni del non corretto funzionamento della depurazione delle acque reflue cittadine risalgono addirittura a maggio 2014. Ispezioni sollecitate anche con diverse missive e denunce presentate dall’Amministrazione agli organi di controllo competenti in materia, nonchà© alla Autorità  giudiziaria. Ciò a dimostrazione di come l’Amministrazione si è sempre occupata e preoccupata del cattivo funzionamento dell’impianto di depurazione””, ha spiegato in una nota l’assessore all’ambiente Antonio Lionetti. Dunque, dal 2014 ad oggi da depuratore si sono alzati odori nauseabondi, ma la causa potrebbe non essere soltanto una. è per questo che le indagini si starebbero spostando anche verso la zona industriale, proprio dove insiste il canale Lagrimaro, ormai ridotto ad un corso d’acqua putrida ed in alcuni tratti perfino gelatinosa, di colore scuro, e che con ogni probabilità  è oggetto di una fiorente attività  di abbandono e scarico illecito.
Il Lagrimaro, un canale “”morto”” e senza sbocchi, sarà  completamente soppresso e ricoperto, secondo un recente annuncio del sindaco di Cerignola Franco Metta che ha assicurato, anche in quel caso, una risoluzione immediata del problema. Non è da escludere che le numerose aziende ubicate in zona industriale e in generale nell’agro ofantino siano responsabili degli sversamenti anomali. Almeno, negli ultimi due anni, le attività  dei carabinieri sono orientate in questa direzione con decine di autoparchi sequestrati e anche una azienda conserviera non in regola con le norme di depurazione delle acque reflue.
Michele Cirulli

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