Sequestro depuratore, 4 indagati: c’è anche il sindaco Metta

Dovranno essere impiegati sei mesi, a fronte dei 18 preventivati da Aqp, per ammodernare l’impianto di depurazione in zona San Lorenzo. è questo quanto hanno prescritto i Noe dei carabinieri in seguito al sequestro preventivo disposto dal Gip del Tribunale di Foggia Marco Ferrucci presso la struttura gestita da Acquedotto Pugliese.

I fatti contestati risalgono al periodo 2014-2016 e sono quattro gli indagati: il sindaco di Cerignola Franco Metta, come massima autorità  cittadina in tema di salute e sanità , e tre tecnici di Aqp. Secondo l’accusa avrebbero violato gli articoli 256 (attività  di gestione rifiuti non autorizzata) e 674 del codice penale (getto pericoloso di cose che provocano emissioni di vapori, fumi o gas).

Con diverse ispezioni, in particolare quella eseguita il 17 febbraio del 2016, i carabinieri del Noe e i tecnici Arpa Puglia hanno accertato che parte sostanziale del depuratore era ormai in disuso da circa 6/7 mesi. Nello specifico, a non funzionare era il digestore primario dei fanghi, ossia una componente essenziale del trattamento. Dal cattivo funzionamento dell’impianto scaturiscono i cattivi odori che ammorbano la città  nelle ore serali e che hanno spinto i cittadini a voler scendere in piazza. Domani infatti è previsto un sit in di protesta dinanzi a Palazzo di Città , in Piazza delle Repubblica.

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