Metta al bivio: a casa subito o la resa dei conti in consiglio?

Grida, recriminazioni, attacchi frontali e perfino un tentativo di sediata: poi l’annuncio delle dimissioni, tra l’altro già  firmate ma ancora non presentate ufficialmente. La riunione interna alla maggioranza tenutasi ieri è stata un disastro, perchà© Franco Metta ha dovuto fare i conti con gli appetiti diffusi nei gruppi che lo sostengono.

Da una parte le aspirazioni di Federazione Civica, con la nuova leadership di Leonardo Paparella, intenzionata a dare una sterzata all’attività  amministrativa in concomitanza col giro di boa, anche se questo potrà  voler dire rinunciare a un proprio assessore (Pezzano?) per raggiungere lo spacchettamento del terzo piano; dall’altra parte la Cicogna fa squadra su un nome (Lepore?) per sostituire proprio Leonardo Paparella alla presidenza del consiglio. Di mezzo richieste di visibilità , promesse da mantenere e tanto caos.

Così Franco Metta ha annunciato ai suoi di voler staccare la spina dichiarando di non voler sottostare ai diktat delle correnti. Certo, qualora dovesse ufficializzare le dimissioni (ipotesi che potrebbe tra l’altro non verificarsi), Metta avrebbe ulteriori 20 giorni per decidere se ritornare in sella o lasciare Palazzo di Città  nelle mani di un commissario prefettizio. E se non ci fosse stata la scadenza imposta dalla Prefettura di Foggia sull’approvazione del bilancio consuntivo, uno di quei provvedimenti per i quali si applica la logica del “”dentro”” o “”a casa””, il primo cittadino avrebbe dato seguito a quello che, fino ad ora, sembra essere uno sfogo, più che una volontà . Il Prefetto Maria Tirone è stata chiara: o si vota il bilancio in 20 giorni o si va a casa. Dunque, per ripensamenti o dimissioni ci sarebbe poco spazio. Anche perchà© in quel caso si potrebbe andare a casa per davvero, senza attendismo strategico.

Anche a febbraio scorso, allo stesso modo, Metta minacciò le dimissioni, salvo cambiare idea dopo 24 ore. Definendo allora, però, un assioma che sembra calzare anche per il prossimo 7 giugno, quando il consiglio comunale sarà  chiamato ad esprimersi sul rendiconto di gestione: “”Quando e se mi vorrò dimettere andrò in consiglio comunale e lo comunicherò alla mia assemblea di riferimento””.

E domani, con la seconda convocazione del consiglio comunale alle ore 18:00, Metta potrebbe sfidare chi ha chiesto la rivisitazione di giunta, come il gruppo di Federazione Civica a cui sono venuti meno sia Rino Pezzano che Ale Frisani (rimangono invece Paparella, Limotta, Specchio, Cioffi). In quell’occasione potrebbe verificarsi dunque il braccio di ferro tra il sindaco ed il presidente del consiglio, anche se FC non ha mai manifestato la volontà  di far cadere amministrazione comunale. Piuttosto, di rimodellarla sostituendone alcuni interpreti.

Dunque il consiglio comunale del 7 giugno potrebbe non prevedere sorprese di sorta: il bilancio passerà  a maggioranza e ogni discorso verrà  rimandato a dopo il voto. A meno che, e questa sarebbe la novità , Paparella e i suoi non cambino idea e decidano inaspettatamente di mandare Metta a casa.

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