Amato, ancora un’assoluzione: “”il fatto non sussiste”” su via Torre Quarto

ESCLUSIVO | è stato attaccato frontalmente negli anni di campagna elettorale, oggi sta uscendo a testa alta da ogni procedimento penale a suo carico: Custode Amato, ex dirigente del settore edilizia e ambiente del Comune di Cerignola, ha vinto l’ennesima causa intentata contro la sua attività .

Questa volta si tratta del complesso di villette costruito su via Torre Quarto, nei pressi della Chiesa del Padre Eterno, dall’imprenditore Donato Calice: l’accusa era di aver favorito il costruttore “”regalando”” volumetrie e dando permessi dove non era consentito alzare nemmeno un mattone. Ieri pomeriggio, presso il tribunale di Foggia, la sentenza di primo grado: il fatto non sussiste.

Perchà© quella strada non era tratturo regio (sono infatti intervenute documentazioni che ne hanno dimostrato la proprietà  interamente comunale), nà© tanto meno sarebbero state infrante le distanze minime per costruire i nuovi palazzi. è decaduta anche la contestazione riguardante l’esubero di volumetrie (altezza degli edifici e dei sottotetti), che invece avrebbero rispettato quanto previsto dalle norme tecniche di attuazione.

La denuncia, partita da un proprietario di abitazione ubicata nei pressi del nuovo complesso residenziale, è decaduta in primo grado con formula piena, attestando l’estraneità  ai fatti da parte di Custode Amato, che dal 2015 ha abbandonato Palazzo di Città  una volta raggiunta l’età  pensionabile. Quella vicenda, iniziata dopo il 2010, diventò anche un caso politico, con gli attacchi della Cicogna e dell’allora consigliere di opposizione ed oggi sindaco di Cerignola Franco Metta.

Ed è questo il quarto procedimento da cui Amato esce illeso. L’ultimo in ordine di tempo riguarda i rapporti con la società  “”Il Centro”” alla quale, secondo l’impianto accusatorio smantellato dai giudici del secondo collegio, il dirigente avrebbe dato l’okay per la costruzione di una recinzione in cemento armato in via Tiro a Segno contrariamente alle indicazione della Sovrintendenza delle Belle Arti, che ne aveva richiesto l’installazione con materiali removibili. Anche in quel caso l’assoluzione.

Custode Amato, già  dirigente del comune di Cerignola, esprime soddisfazione: “”Erano quasi giunti i tempi per la prescrizione, una eventualità  che comunque non avrei accettato in quanto ho sempre saputo, anche in questo caso, di essere totalmente in pace con la coscienza e con la legge””.
Michele Cirulli

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