Un po’ di Cerignola ne “”I racconti del prof”” Ferrandini

Giovedì 4 maggio alla libreria “”Monbook-Mondadori Point”” di Bari è stato presentato il libro di Antonio Ferrandini, “”I racconti del prof.- Non dimenticate mai il significato delle cose””, edito da Florestano edizioni. C’è qualcosa che lega Antonio Ferrandini a Cerignola: l’insegnamento di materie scientifiche, in particolar modo i suoi anni di docenza di fisica al liceo classico “”N. Zingarelli”” di Cerignola.

I racconti del prof.- come si legge in quarta di copertina – è un libro rivolto a tutti gli studenti. Ai più fortunati, che amano le discipline scientifiche e a quelli che a stento le sopportano. I primi sorrideranno per la leggerezza sempre presente nella narrazione, i secondi, forse, potranno guardare alla matematica e alla fisica con occhi più benevoli.

Ventinove capitoli, o come li definisce l’autore, “”ventinove storie d’amore”” in cui s’incontrano le leggi della fisica con una serie di aneddoti del prof., che scorrono lungo un percorso che tocca diversi paesi e diverse scuole: Trinitapoli, Cerignola e Bari. Un insegnamento della matematica e della fisica condito da poesie, battute, indovinelli, rebus, vignette e il Movimento per la Liberazione dello Zero, del quale l’autore si dichiara “”platealmente fondatore e presidente (nonchà© unico iscritto) disegnando sulla lavagna una bandierina sventolante con la sigla M.L.Z.””.

Gli interventi sono stati intervallati da alcune videoproiezioni, a cura del prof.

Bellissimo il cielo stellato, dedicato a Mariangela, nostra concittadina e protagonista dell’ultimo capitolo, nonchà© ex alunna del prof, che attualmente fa parte di un gruppo di ricerca astronomica che gira il mondo e si avvale di strumenti di osservazione di un certo valore:

Mi piace pensare che, mentre osserva le stelle con i giganteschi telescopi sparsi nei luoghi più inaccessibili del mondo, nel mosaico della sua anima ci sia anche un piccolo “”me”” che scruta l’universo attraverso i suoi occhi.

Ventinove storie d’amore in cui ogni suo alunno ha la possibilità  di rivivere le lezioni di fisica del prof., di ripercorrere una parte del suo percorso scolastico ed umano, perchà© compito dell’insegnante, come suggerisce l’etimologia della parola, è quello di “”Lasciare il segno””. E se il sottoscritto, nonostante un percorso di studi lontano dal mondo scientifico, “”sembrava bravo”” in fisica e ha avuto il piacere di ritrovare sia virtualmente (grazie a facebook) sia “”fisicamente”” il prof. (presentazione del libro) è grazie a docenti come il prof. Ferrandini, che hanno insegnato ai propri alunni “” a non dimenticare il significato fisico delle cose””.

Nicola D’Andrea

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