Atto finale di Salviamoci la pelle, mons. Renna e Michele Placido a confronto

Dopo un anno di campagna di sensibilizzazione sui pericoli delle droghe, il camper di Salviamoci la pelle torna in rimessa. Sabato 22 aprile si è svolto l’ultimo atto, con una kermesse teatrale che ha visto la partecipazione di ospiti d’eccezione quali il campione europeo di boxe dei pesi medi, di origini cerignolane, Emanuele Blandamura, e il celebre attore pugliese Michele Placido.

Un evento che ha messo al confronto due visioni, mai contrapposte ma complementari. Da un lato, la visione religiosa espressa da Mons. Luigi Renna, il quale ha espresso, sullo sfondo musicale della banda che accoglieva il ritorno della sacra Icona della Madonna di Ripalta a Cerignola, “”che i giovani che dipendono da qualcosa, non diventano protagonisti della loro stessa vita, della loro giovinezza e della bellezza delle loro relazioni””. Incalzato dalle domande, il vescovo non esita a dare una fotografia del malessere giovanile cittadino con toni accorati. “”Io credo che la realtà  giovanile abbia bisogno di maggiore attenzione da tutti quanti. Da parte delle famiglie, con una presenza che sia autorevole; da parte della chiesa, con una presenza che sia propositiva e creativa; da parte di tutte le istituzioni, che assicuri a queste fasce d’età  un’attenzione e spazi nei quali possano esprimersi. La fascia che dobbiamo curare è quella dei ragazzi nell’età  della preadolescenza. C’è una grande attenzione da parte della scuola; ho trovato a Cerignola, da più di un anno, docenti che credono veramente nel loro futuro. C’è anche il problema di una diffusa presenza di luoghi di scommesse, che sono lì a causa di una legislazione che lo permette. In laga misura, devo dire, che creano disorientamento presso i giovani. A mancanza di lavoro è il grande dramma della società  del sud, ed è il grande dramma delle famiglie di Cerignola. Un lavoro che a volte viene perduto quando una persona è già  matura, e non ha la possibilità  di far proseguire nello studio i propri figli. Penso che questo sia il cancro maggiore da aggredire nella nostra città . La migliore prevenzione è far si che ci siano maggiori politiche per il lavoro””-

Poco dopo, con l’arrivo di Michele Placido, giunto al fianco della testimonial di numerose iniziative anti-droghe Giorgia Benusiglio, terribilmente colpita da un’ingestione sfortunata di una pasticca di ecstacy che le è costata un trapianto di fegato in età  prematura, il quale alle domande ha risposto con le parole seguenti : “”E’ importante per Cerignola ma anche per il circondario, perchà© molti amici verranno per sentire l’esperienza di una donna che ha scritto un libro bellissimo. E io sono orgoglioso di essere al suo fianco. Ai tempi nostri, quando eravamo ragazzi, non se ne parlava di droga, e ahimè, il fenomeno è cresciuto. Un po’ di responsabilità  dobbiamo averla tutti, è facile scaricare colpa sui giovani. Parlo da genitore che ha cinque figli. Usare la parola dura non mi piace, ma nelle scuole è stata tolta l’educazione civica. Io sono sbalordito che sia avvenuto questo, perchà© in quell’ora a scuola si poteva discutere su tutto questo. Da noi c’è tantissima brava gente, ma certi fenomeni sulla stampa vengono esagerati””.

Parole che hanno sortito un effetto calamita sui giovani delle scuole medie presenti, appartenenti agli istituti Paolillo e Pavoncelli, e che hanno potuto passare una mattina di alto livello con gli eminenti oratori.
Enrico Frasca

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