Ztl, scacco matto di Metta al Pd. Cronaca di un suicidio politico

| L’ANALISI | Sembra di rivivere i giorni di ballottaggio, quando Franco Metta aveva uno svantaggio abissale su Tommaso Sgarro e in quindici giorni è riuscito a recuperarlo e a staccare i democratici con altrettanto margine. Lo stesso discorso si registra sulla ZTL, dove l’ampia protesta si è affievolita ed è stata indirizzata da Franco Metta per mettere all’angolo il Partito Democratico.

Se il sindaco decidesse di applicare le nuove modifiche come ha promesso, la ZTL partirebbe da Piazza Duomo fino al Convento, sarebbe provvista di altri tre nuovi varchi, darebbe impulso per la creazione di parcheggi sotterranei, prevedrebbe pass gratuiti per ogni famiglia, riporterebbe i vecchi sensi di marcia su arterie importanti e sarebbe attiva soltanto nei mesi estivi dalle 21:00 alle 2:00. L’indicazione del consiglio comunale, ad esclusione del Pd, è stata quella di snellire l’impostazione data sulla viabilità  cittadina dal comandante Delvino. I commercianti, furiosi fino a due settimane fa, hanno dato il loro okay ai provvedimenti. Si resta in attesa dal punto di vista amministrativo. Ma dal punto di vista politico Franco Metta ha fatto ancora scacco matto al Partito Democratico. Che è capitolato sotto i colpi di tre sconfitte su un solo provvedimento.

Sgarro&Co si erano presentati in consiglio comunale chiedendo la sospensione e la revoca della ZTL: proposta bocciata da Cicogna, Federazione Civica e Forza Italia. Il PD aveva ricalcato le posizioni di quindici giorni fa del Comitato dei Commercianti del Centro di Cerignola. Quest’ultimo, tra l’altro, già  in settimana aveva fatto sapere di aver abbandonato posizioni estreme e di chiusura aprendosi alla “”trattativa”” sui correttivi. Il primo tonfo è stato quello di radicalizzare lo scontro pensando di far leva ad oltranza sugli esercenti, che tra l’altro avevano già  mostrato insofferenza al rischio di strumentalizzazione politica cacciando dal corteo di protesta gli esponenti del Partito Democratico.

Con il dialogo con le altre forze politiche (compresa la quasi organica Forza Italia) e con i commercianti, ed accettando grandissima parte dei suggerimenti proposti e imposti, Franco Metta ha svuotato l’iniziativa referendaria propugnata dal Partito Democratico che- adducendo motivazioni tecniche e formali che manderanno al vaglio della Prefettura- ha deciso di abbandonare la discussione su alcuni punti tra l’altro largamente condivisi e condivisibili. Dunque, lasciando l’aula nel momento del dibattito sulla “”nuova”” ZTL, e su accorgimenti oggettivamente migliorativi, il PD rimedia una brutta figura. Che si aggiungerà  a quella sul referendum. Dopo averlo annunciato, i democratici ritireranno la proposta di consultazione popolare? O andranno avanti nonostante questa ZTL, qualora dovesse essere ufficializzata, potrebbe soddisfare interessi diffusi tra cittadini, esercenti e automobilisti? Il merito è stato completamente abbandonato a discapito dei tecnicismi. Questo è stato il secondo tonfo.

Dal canto suo il PD ha voluto tenere alto il livello dello scontro per arrivare al referendum. Un referendum che dalle parti di via Mameli avrebbero voluto personalizzare direttamente sull’operato del sindaco piuttosto che sul provvedimento in sà©. Quella della personalizzazione del referendum sarebbe stata una manovra politicamente già  collaudata e redditizia (in fondo Matteo Renzi è stato costretto alle dimissioni proprio sul referendum costituzionale, diventato un plebiscito contro la sua figura), ma che avrebbe avuto bisogno di tempi rapidi. Dopo la raccolta firme, sulla consultazione popolare è stato silenzio. Nessuna indicazione sui passaggi successivi, sui costi, sulle campagne informative, sui tempi e sulle date. Conferma e cronaca di un bluff sgangherato e malriuscito, perchà© è mancata linea strategica che ha portato a tutto e al contrario di tutto: questo il terzo tonfo.

E per scongiurare una qualsiasi possibilità – pur minima- di arrivare al voto sulla ZTL e per stanare i democratici dopo i passi falsi, Metta ha accolto gran parte delle richieste dei commercianti, ha allargato a tutte le richieste provenienti dalle forze di maggioranza e para-maggioranza e ha isolato il PD di Tommaso Sgarro. Che da una situazione di forza è passato all’isolamento aventiniano, tra l’altro non condiviso proprio da tutto il partito, con un atteggiamento indispettito perchà© tutti i piani erano appena saltati. Come quando da un vantaggio di 10 punti sul candidato Metta, al ballottaggio, Sgarro si è fatto rimontare e superare, così oggi sulla Ztl il sindaco ringrazia per l’ingenuità , la spocchia e la testardaggine dei democratici di via Mameli e tira dritto. Di questo passo, fino a fine mandato e oltre.
Michele Cirulli

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